Teoria del caos o caos delle teorie?
Nel post precedente ho cercato di evidenziare il rischio di un messaggio che esprima una nuova impossibilità essenziale del conoscere a causa di quello che è uno dei maggiori modi riduzionistici di divulgare la complessità. Fantomatici insiemi che divengono qualcosa di più delle proprie parti e metodi d’analisi che sembra che debbano implicare di prendere in considerazione ogni aspetto senza nessun metodo progressivo, e comprendere ogni cosa immaginabile o ipotizzabile sin dall’inizio dell’analisi, lascerebbero una sensazione di impotenza anche al miglior calcolatore elettronico. Figuriamoci a una mente umana. Ma cercare di ampliare la nostra indagine implica necessariamente prendere in considerazione più aspetti dello stesso stesso problema da diversi punti di vista. Sembrerebbe che siamo difronte a una contraddizione ma è ancora una volta il metodo che ci viene in aiuto, infatti l’unico modo per capire come e quanto certe cose ne influenzano certe altre è possibile soltanto procedendo mantenendo costanti alcune variabili, e osservare quali sono gli effetti al variare delle altre. Altrimenti quella che viene definita in Inglese la conoscenza “observer-dependent”, ovvero una conoscenza che dipende da chi la osserva diverrebbe un ulteriore causa di confusione, se riferita alla
semplice validità di tutti i punti di vista soggettivi. Ognuno di noi se ne starebbe chiuso nel suo castello d’ipotesi con le sue belle idee, le sue belle teorie, le proprie convinzioni. Quindi con la sostanziale imprevedibilità, l’insieme che è più della somma delle singole parti, e con la conoscenza che dipende dall’osservatore si chiuderebbe il cerchio di un solipsismo del nulla. Perché le nostre idee sarebbero sì dipendenti dal nostro modo di vedere le cose, ma al tempo stesso incapaci di prevedere qualcosa che che non si sa bene come definire, perché è più che una semplice somma. Insomma ognuno a casa sua sapendo di sbagliare, o convinto di essere nel giusto. Un caos delle teorie, insomma. Un aggrovigliarsi di spiegazioni che hanno tutte la stessa valenza. Ma anche in questo caso ci viene in aiuto il metodo che unisce in relazione alla funzione di una conoscenza che abbia un valore esplicativo maggiore, più profondo nel senso che spiega più cose in modo più accurato. Nello stesso modo con cui le parti di uno strumento svolgono una funzione, le osservazioni e le varie teorie concorrono per svolere la funzione di una conoscenza più approfondita, la cui tendenza è quella di conferire maggiore puntualità e precisione sia alle analisi che alle previsioni. L’indagine scientifica, composta dalle varie discipline, può essere vista come uno strumento i cui componenti concorrono per mezzo delle loro proprietà al funzionamento sempre migliore della macchina stessa; come le parti di un orologio svolgono, per mezzo delle loro caratteristiche, la funzione complessiva di segnare l’ora. Anche in questo caso c’è un aspetto semplicemente empirico delle relazioni tra le varie materie; aspetto che possiede la caratteristica di unità, nella funzione. Da qui nasce la forza conoscitiva di approcci analitici e al tempo stesso interdisciplinari nella spiegazione dei fenomeni; e solo con questo metodo e questa epistemologia credo si possa passare da un apparente caos delle teorie a una teoria del caos. Ovvero a un metodo che renda il più possibile intellegibile la complessa varietà della natura e dell’esistente. Si tratta in realtà del metodo che credo abbia, indiscutibilmente, contribuito a un miglioramento dell’esistenza e del sapere, qualunque cosa ne potrebbero dire i grandi preti della filosofia della scienza come T. Khun, al quale chiederei se un paradigma il quale proponesse di aprire le serrature con le unghie potesse mai avere successo all’interno della comunità scientifica. Al grande anarchico del metodo P. Feyerband chiederei invece se aveva dei metodi di preferenza per la cottura di determinati cibi, perché se non li avesse avuti avrei immaginato qualche idea per le sue pietanze.
Fabrizio Brascugli

















un bel blog, complimenti vivissimi…