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La scandalo dei mutui e le crisi finanziarie, quando i capitalisti diventano comunisti

wallstreet in crisi

wall street in crisi

“Un kolchoz, ma credo vada bene anche un solvchoz“. Che sia stata questa la frase con cui G. W. Bush ha presentato il suo piano di salvataggio da 700 miliardi di dollari al congresso? Se è stata esattamente questa, o se qualcuno dei deputati ha percepito l’allusione di alcune frasi meno esplicite, forse la bocciatura del piano sembrerà meno incomprensibile. Tutto è partito da alcune banche che hanno rilasciato mutui allegramente e altrettanto allegramente li hanno rivenduti ad altre banche, finanziare, operatori di borsa. Hanno rivenduto il credito che avevano con i cittadini e per dare credito al loro credito non hanno esitato neppure, in alcuni casi, a falsificare documenti (video rainews24). Altrimenti molti mutui non sarebbero stati venduti. Ora è difficile sapere con certezza da chi sono stati acquistati questi mutui, ma l’effetto domino dei collassi finanziari è in corso, e ha già trascinato con sé banche statunitensi ed europee. La reazione alla crisi è stata unanime: statalizzare. L’Inghilterra praticamente statalizza la banca Bradford & Bingley. Il colosso belga Fortis (banca e assicurazione) presente sia in Olanda che in Lussenburgo è stato acquistato per il 49% dai tre paesi interessati. Negli Stati Uniti Northen Rock è stata lasciata fallire, poi c’è stato il crollo di Bears Stearns che è quasi fallita e Lehman Brtothers ha seguito subito dopo e Washington Mutual non è stata da meno. Difronte a una crisi economica di tali dimensioni i politici hanno sentito la necessità di intervenire nel tentativo di tamponare le falle di una barca colabrodo che imbarca acqua a ettolitri al secondo. Lo stato interviene, o pensa di intervenire, per salvare aziende private che sono il cardine di una economia capitalista. Quando sul finire degli anni ottanta l’economia dell’Urss entrò in crisi, non riuscendo ad avere un’economia statale sufficientemente competitiva, nel maggio del 1988 fu reintrodotta la proprietà privata delle imprese commerciali, produttive e di import-export, da una nuova legge sulle cooperative. Si rese necessaria, in una economia stagnante, la presenza della libera iniziativa privata e imprenditoriale. In stati dove la ricerca asmatica di un prodotto interno loro sempre in crescita trova le sue fondamenta nell’accrescimento del capitale, e nella libera impresa, sembra apparire necessaria la presenza dello stato per salvare pochi ricchissimi imprenditori che hanno fatto affari in precedenza, e ora le loro giganti imprese vengono aiutate con i soldi degli stessi risparmiatori che glieli avevano affidati. In questo strano mondo i comunisti si sono trasformati in capitalisti e i capitalisti si sentono, oggi, un po’ più vicini al comunismo. Ma come può essere pericoloso ritenere che un’ economia centralizzata e statale possa fare a meno delle capacità individuali e imprenditoriali, può essere altrettanto dannoso, e forse ancora di più, sollevare gli imprenditori e gli amministratori di aziende private dalle loro responsabilità personali e sociali, garantendoli quando collassano a causa di comportamenti dissennati e completamente spregiudicati. Il concetto di un “comucapitalismo”, dove si avalla l’idea che “quello che è mio è mio, e quello degli altri  è a mezzo” è solo un espediente per dare ancora più plusvalore a se stessi.

Articolo dell’espresso.

13 risposte a La scandalo dei mutui e le crisi finanziarie, quando i capitalisti diventano comunisti

  1. nonallineato 30 settembre 2008 alle 4:41 pm

    Forse è solo pragmatismo: lasciar andare le cose, per i cittadini potrebbe avere effetti ancora più nefasti.
    Quanto ai banchieri, oltre a manager di Bear Stearns che sono già in gattabuia, l’FBI ci sta dando dentro con indagini a tappeto. Credo che parecchi grossi papaveri la pagheranno giustamente cara.
    luigi nonallineato

  2. lealidellafarfalla 30 settembre 2008 alle 5:29 pm

    @nonallineato
    quelle più grosse saranno costretti a salvarle.
    da noi in gattabuia ci sarebbero finiti in pochi.

  3. nonallineato 30 settembre 2008 alle 6:21 pm

    Grazie del commento su gobettiano. Per curiosità come mai sei andata lì?
    luigi nonallineato

  4. lealidellafarfalla 30 settembre 2008 alle 6:53 pm

    @non allineato
    andato
    per fare un giro, sono un tipo curioso.
    Bel blog con articoli approfonditi e uno stile di scrittura molto scorrevole e chiaro.

  5. Mr.Tambourine 30 settembre 2008 alle 6:54 pm

    Grazie di avermi citato!
    Un saluto,
    C.

  6. tilden 30 settembre 2008 alle 10:33 pm

    C’é qualcosa che non mi torna nelle cifre della crisi dei subprime. I cittadini americano sono circa 250 Milioni. Ora supponendouna media di 3 persone a famiglia, abbiamo un totale di 80 milioni di famiglie. Stiamo larghi ed arrotondiamo a 100 milioni. ora se ciascuna di queste avesse richiesto un mutuo per un milione di dollari enon avesse restituito nemmeno un centesimo l’esposizione generale sarebbe di 100 miliardi di $. E’ evidente che le cifre erogate sono più basse di quelle esposte sopra, ed ammettendo anche che le banche americane avessero emesso obbligazioni pai al 100% del valore di cui sopra con un rendimento garantito dal pagamento dei mutui, é evidente che siamo ancora lontani dai 700 Mld di $ che George W vuole mettere sul piatto. quindi nel quadro generale dell’informazione economica trovo che c’é qualcosa che non quadra. Solo giornalisti ignoranti?
    Saluti da parigi con una leggere pioggerella

  7. md 30 settembre 2008 alle 11:40 pm

    Strani scherzi della storia, leali… ma io non ho la memoria corta, e ricordo benissimo il fiume in piena dell’ideologia del libero mercato sul finire degli anni ’80, gli editoriali e i discorsi di quegli anni – oggi, invece, Tremonti e Bush fanno i no-global (?!), i poveri cittadini infinocchiati devono pure sobbarcarsi i debiti dei “padroni dell’universo” (mi pare li chiamasse così Tom Wolfe), e la “scienza economica” è ridotta a brandelli, visto che le categorie esplicative che usa sono al limite della parapsicologia…

    (@tilden (che-ha-la-fortuna-di-stare-a-parigi): la popolazione americana aveva raggiunto i 300 milioni di abitanti nel 2007

  8. lealidellafarfalla 2 ottobre 2008 alle 8:58 am

    @tilden
    sì i conti non tornano, vai a sapere quanto hanno speculato. Bella Parigi. Qui ancora regge il bel tempo e nelle ore centrali si può affermare che faccia caldo, vicino al mare.
    @md
    Ah! Ah! “categorie esplicative al limite della parapsicologia”.
    Fantastico!!! In fondo diamo valore all’oro solo perché luccica di giallo e scarseggia

  9. Pingback: SuccedeOggi » Blog Archive » Wall Street, Tom Wolfe docet: dopo Lehman Brothers fallisce anche il piano di Bush

  10. Pingback: SuccedeOggi » Blog Archive » Wall Street, il falò delle vanità: crollano Bush e la finanza made in Usa

  11. nonallineato 2 ottobre 2008 alle 10:33 pm

    Grazie delle parole gentili blogger dal lieve nome. sei davvero gentile.
    luigi nonallineato

  12. mason antonio padova 4 ottobre 2008 alle 11:34 pm

    E’stata costruita tutta a tavolino la crisi de finanziaria americana. 50 milioni di cittadini ci perdono e 10 personaggi, i manovratori della fantomatica crisi, si arricchiscono a dismisura. il peso dei mutui sub prime è di qualche miliardesimo dei dollari nel circolo mondiale . una goccia d’ acqua in una piscina olimpionica. Ma i 7 miliardi di umanità, meglio il volgo,la plebe,non capiscono ,e non capiranno mai nulla. Tutto sommato meglio così .Perché il volgo,la plebe,oltre a non capire,bevono la favola della crisi finanziera dovuta ai mutui . Infatti sono il gruppetto di disperati americani che hanno ipotecato la casa a creare la crisi FINANZIARIA MONDIALE ,non sono certo le spese per guerre che durano decine di anni o i manovratori del prezzo del petrolio a creare la crisi mondiale. In ogni caso le banche non hanno in mano milioni di metri quadrati di abitazioni ?? ovvio non valgono nulla con il metro delle banche anzi sono delle passività. Anche tilden i conti li sa fare, solo i giornalisti di economia, hanno l’ ortine di fare confusione e di insabbiare , insabbiare e complicare, mentre la crisi ,come nel 1929 è creata e pilotata da
    pochissime persone che ci guadagnano a dismisura .
    Girnalistio continuate con le solite notizie senza senso, velo si velo no , gli italiani sono razzisti etc veramente mi sembra che non siano affatto scemi e non bevono la fa fola dei mutui ma pensano seriamente ad una truffa che viene da oltreoceano.

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