Federer un’esperienza scientifica. Dedicato a David Foster Wallace.

David Foster Wallace
L’articolo di David Foster Wallace che fu pubblicato sul New York Times del venti agosto 2006 s’intitolava “Federer come un’esperienza religiosa”. E’ probabile che venga criticato come positivista incallito, ma non ne farò un problema, perché l’ascendente che ha avuto su di me l’illuminismo credo che sia in grado di consolarmi. Non ho un’indole che mi induce a contemplare e descrivere i misteri, li vedo piuttosto come problemi a cui cerco di dare una soluzione logica, razionale; se poi tale soluzione risulterà sbagliata sono convinto che rappresenti lo stesso un passo ulteriore che ci avvicina alla verità, per tentativi ed errori. Sì lo ammetto sono un incallito positivista, anche se in un modo particolare, e non posso fare a meno di pensare che conoscere ci risolve molti problemi. Questo mio eccesso di logicità mi spinge a domandarmi perché dovrebbe trattarsi di un’ esperienza spirituale vedere Roger Federer giocare a tennis. Perché religiosa? Se ne conosci l’aspetto trigonometrico, allora ne conosci l’aspetto scientifico e tu stesso ti dilungasti sull’analisi millimetrica della posizione del piatto corde all’impatto, sull’errore angolare del proiettile sul bersaglio quando si sposta la canna del fucile anche solo di un micron. Lo stesso avviene nel tennis, dove questo spostamento di micron all’impatto può essere provocato anche dal colpo che la pallina conferisce alla racchetta e non solo dall’imprecisione del gesto del giocatore. Poi ti dilungasti nello scrivere dei riflessi, della velocità di gambe, dei tempi di reazione e in quel momento la logica conseguenza del tuo ragionare era che stavi dando una spiegazione razionale, e non mistica del fenomeno Federer. Ma tutta questa logica all’improvviso ti sembrò non spiegare nulla, ti apparì come un parlare vano e inutile che, in fondo, non andava alla radice vera della spiegazione, non ne coglieva l’essenza.
“Tutto questo è vero, eppure niente di tutto ciò spiega veramente qualcosa, niente evoca l’ esperienza di guardare quest’ uomo che gioca. [...]
Esistono tre tipi di spiegazioni valide per dar conto dell’ ascendente di Federer. Una ha a che fare con il mistero e la metafisica ed è, ritengo, quella che più si avvicina alla realtà. Le altre sono più tecniche e più praticabili per un testo giornalistico. La spiegazione metafisica è che Roger Federer è uno di quei rari, soprannaturali atleti che sembrano essere esentati, almeno in parte, da certe leggi della fisica.” D. F. Wallace.
Posso capire, perché ci sono passato a cercare vane e inconsistenti spiegazioni su come sia possibile colpire in corsa, con il peso del corpo arretrato e di solo polso un passante incrociato stretto che cade preciso sulla riga. Me ne sono date tante di giustificazioni, un po’ come hai fatto tu, e proprio come è capitato a te nessuna mi appagava. Non ero pienamente convinto né che dipendesse dai riflessi, né da una vista migliore, né dalla posizione delle gambe (era con il peso all’indietro). Non mi convinceva nemmeno che certe abilità dipendessero dal sincronismo perfetto del movimento verso l’impatto. Sentivo che qualcosa mancava, e tutte queste ragioni, anche se unite in un quadro d’insieme, non mi gratificavano, e quando si ha questa sensazione la metafisica è lì che aspetta dietro l’angolo. Non mi convinceva pienamente nemmeno il senso “cinestetico”. Insomma qualcosa non quadrava. Ma la soluzione, alla fine, me l’ha data la fisica, e la teoria del caos gli ha fornito un abito molto elegante. Vorrei evitare di apparire presuntuoso, ma credo ti sarebbe piaciuta. Probabilmente non ti avrebbe sollevato dalle preoccupazioni che hai avuto, ma se avessi aspettato prima di compiere il tuo gesto, avresti avuto, forse, un’esperienza scientifica in più, che non sostituisce certamente quella religiosa, ma può illuminarla con un’altra luce. C’è sempre un motivo, anche se sconosciuto, per rimandare scelte irrevocabili, anche se certe volte sono in tanti a remare contro, e sembra che lo facciano deliberatamente.
- Oblio (Einaudi 2004)
- La ragazza dai capelli strani (Einaudi 1998, minimum fax 2003)
- La scopa del sistema (Fandango 1999)
- Tennis, tv, trigonometria, tornado (minimum fax 1999)
- Infinite Jest (Fandango 2000)
- Brevi interviste con uomini schifosi (Einaudi 2000)
- Il rap spiegato ai bianchi (con Mark Costello, minimum fax 2000)
- Verso Occidente l’Impero dirige il suo corso (minimum fax 2001)
- Una cosa divertente che non farò mai più (minimum fax 2001)
















Un bek post.
Un modo molto bello per ricordarlo.
Ciao
Daniele
Complimenti, un ottimo modo di ricordare un grande scrittore.
Complimenti per le parole semplici che hai usato da rockpoeta. Ti invito da me per diffondere la battaglia “Terra dei Fuochi”. Se poi vorrai, si può fare pure scambio link. Grazie
Il cantore dei “Federer moments”… E’ una notizia terribile. E’ morto uno scrittore immenso e un tennista che adorava il gioco. Il tuo splendido pezzo lo ricorda degnamente.
saluti
and
Era una delle poche persone che valeva la pena di conoscere. (Perchè aver letto tutto ciò che ha pubblicato è un po’ come averlo conosciuto.) Ora non rimane che un grande vuoto fra parentesi.
( ) e dolore.
Amen. E non aggiungo altro!
è un periodo veramente pessimo: e’ morto il grande Fausto Gardini, il più grande agonista del tennis italiano…
saluti
and
@danile, tilden
grazie e ad maiora
@gianluigi e fabio
sì una perdita
@andrea
è veramente un periodaccio
@matteo
appena ho un po’ di tempo faccio il post e benvenuto
Ciao,penso ti faccia piacere leggere un commento al mio post. Sorpresa…
leggo solo ora, che ho tra le mani Oblio, ed è pur sempre una strana sensazione cominciare a leggere un libro scritto da qualcuno che fino a qualche giorno fa respirava e ora non più – anche se è un’esperienza che riguarda la maggior parte delle nostre letture…
molto bello il tuo post, Fabrizio!