Us Open: lo slam settembrino e la fine della stagione

2008 Agosto 29
L'inizio dello US Open

L'inizio dello US Open

L’ultima prova dello slam è quella che si svolge negli Stati Uniti. Inizia l’ultima settimana di agosto e finisce la prima di settembre segnando anche la fine della stagione tennistica. E’ vero che nei mesi successivi ci saranno alcuni tornei indoor e il Master di fine anno, ma si avverte la malinconia da chiusura dei giochi e dell’estate. Stato d’animo che contrasta con l’ambiente di Flashing Meadows, che si contraddistingue per la rumorosità e il grande via vai degli americani in un complesso di stadi enormi che ricordano quelli di baseball. Musica, hot dog, frenetici spostamenti, chiacchiere, occhiate distratte, e rumori di sottofondo contribuiscono a rendere diverso questo torneo dalle altre prove dello slam. La diversità si percepisce ancora di più se lo si paragona il clima Francese del Rolan Garrsos o con quello Inglese di Wimbledon, le due prove che si svolgono in Europa. Le baguette calde e croccanti di una Francia impettita  hanno poco o niente a che vedere con gli hot dog con senape e ketchup del manzo americano, e con le domeniche trascorse nel lento progredire tra le interruzioni delle partite di baseball o di football. Le analogie spariscono tutte se gli hot dog o gli hamburger vengono affiancati alle fragole con la panna che si mangiano a Wimbledon, tipiche dell’integerrimo e un po’ altezzoso stile inglese. Ogni slam ha il suo cibo. Mi informerò in merito alla prova Australiana, perché in questo momento ignoro quale sia e se ci sia una particolarità culinaria tipica del torneo. Azzardando un’ipotesi, come per il Roland Garros, si potrebbe affermare bistecca di canguro o di coccodrillo, quest’ultimo si dice che sia ottimo alla griglia. Questi piatti potrebbero adattarsi alle selvagge battaglie sportive che si svolgono nei campi infuocati dal sole Australiano. Ma in questi giorni si gioca a New York, dove l’atmosfera “caciarona” sembra voler festeggiare il torneo, e far dimenticare che domenica sette settembre si chiude nei fatti la stagione tennistica del 2008. Nadal ha vinto Wimbledon, la medaglia d’oro Olimpica, e ha scavalcato Roger Federer, diventando il numero uno del mondo. Lo svizzero ha avuto la peggior stagione degli ultimi quattro anni e ha abdicato al trono. Ha vinto la medaglia d’oro in doppio con Wawrinka, e in quell’occasione ha mostrato una felicità veramente genuina e spontanea, per quello che si è potuto evincere dalle immagini. In fondo il doppio è sempre più

Roger Federer e Stanislas Wawrinka

Roger Federer e Stanislas Wawrinka

snobbato dai tennisti. Roger negli ultimi anni non ha mai vinto un torneo di doppio di uno slam, anche perché ha sempre preferito il singolo a questa specialità, che avrebbe potuto sottrargli energie da utilizzare nel singolare. Il primo slam dell’anno, quello della grigliata di coccodrillo lo ha vinto Novak Djocovich che è non più considerato un promessa ma una realtà, anche se ogni tanto intervalla prestazioni che lasciano dubbiosi a partite eccellenti, come quella giocata con Murray a Monte Carlo. Nadal, come tutti sanno, ha mangiato baguette e il mese dopo come dolce ha preteso le fragole con la panna. Vedremo fra dieci giorni chi gusterà  hot dog e hamburger. Nell’arco dell’anno due talenti nuovi hanno iniziato a fare capolino: Andy Murray ha vinto il suo primo Master Series a Cincinnati, sconfiggendo Djocovich in finale; Ernest Gulbis ha fatto vedere buone cose nell’arco della stagione, ma dovremo attendere per sapere se riuscirà a confermarsi. Il loro arrivo era stato previsto in qualche modo dal romanzo che potete richiedere per e-mail. Quello di Murray in modo più diretto, mentre Gulbis rientra in una casistica di categoria. Gli Italiani e le Italiane hanno appassionato, ma hanno sprecato molte occasioni in varie occasioni, purtroppo. Bolelli più volte, ma anche Starace, Seppi e Pennetta hanno perso i loro attimi. Speriamo in meglio per il prossimo anno. Per quello che riguarda lo sport del tennis è sempre più chiaro, ai miei occhi, che possa essere un veicolo di diffusione culturale del concetto di complessità o teoria del caos, soprattutto per le sue caratteristiche di molteplicità delle variabili e di sensibilità a determinate condizioni, anche iniziali. Pertanto continuerò a utilizzare l’allegoria. Da questo punto di vista, per finire, le idee (leggasi noumeno) hanno realizzato un Grand Slam, il quarto. La conoscenza appaga l’animo.

fabrizio b.

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