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Archive for Agosto 2008

Us Open: lo slam settembrino e la fine della stagione

L'inizio dello US Open

L'inizio dello US Open

L’ultima prova dello slam è quella che si svolge negli Stati Uniti. Inizia l’ultima settimana di agosto e finisce la prima di settembre segnando anche la fine della stagione tennistica. E’ vero che nei mesi successivi ci saranno alcuni tornei indoor e il Master di fine anno, ma si avverte la malinconia da chiusura dei giochi e dell’estate. Stato d’animo che contrasta con l’ambiente di Flashing Meadows, che si contraddistingue per la rumorosità e il grande via vai degli americani in un complesso di stadi enormi che ricordano quelli di baseball. Musica, hot dog, frenetici spostamenti, chiacchiere, occhiate distratte, e rumori di sottofondo contribuiscono a rendere diverso questo torneo dalle altre prove dello slam. La diversità si percepisce ancora di più se lo si paragona il clima Francese del Rolan Garrsos o con quello Inglese di Wimbledon, le due prove che si svolgono in Europa. Le baguette calde e croccanti di una Francia impettita  hanno poco o niente a che vedere con gli hot dog con senape e ketchup del manzo americano, e con le domeniche trascorse nel lento progredire tra le interruzioni delle partite di baseball o di football. Continua a leggere…

Evviva le partenze scoglionate, e le rimanenze

Partenze sca(o)glionate verso l'oleodotto

Partenze sca(o)glionate verso l'oleodotto

Sulle strade sembra ci sia stato meno traffico in questi giorni. Nei luoghi di villeggiatura ci sono ancora persone, in una certa quantità che non sfugge all’attenzione. Gli Italiani finalmente si sono convinti a preparare le loro partenze in modo scaglionato, anche se l’impressione delle loro facce sembra essere scoglionata, ma il problema è dovuto solo a un paio di vocali, mi sono ripetuto. Quindi è possibile festeggiare: dopo anni in cui tutti facevano le ferie negli stessi giorni ora sono molti quelli che non riescono a raggiungere il mare o la montagna per un periodo di riposo. Queste sono le rimanenze, sempre scoglionate, anzi più scoglionate delle partenze. Ma anche chi parte quest’anno è un po’ scoglionato. Preso com’è nell’imboscata dell’aumento delle pasta, della benzina che sale e non scende mai, e dell’aumento del pane. Il giorno programmato per il rientro alla grama vita cittadina dalla breve vacanza, che consta di giorni 3 o 4 e non più delle lunghe tre riposanti settimane o più, sale naturalmente il livello di soddisfazione, e ne risentono le partenze sempre più scoglionate. Ammesso che si riesca a rientrare, perché corrono voci che qualcuno abbia finito i denari e abbia deciso di rimanere nei luoghi di villeggiatura: trattasi di rimanenze sempre dello stesso tipo emotivo e non logistico. Dopo anni di tentativi finalmente un obiettivo raggiunto. Ci voleva. Nel frattempo sembra che le dichiarazioni d’indipendenza dei popoli non siano tutte uguali: vanno bene quelle della Croazia e del Kossovo, ma un po’ meno bene quelle di Abkhazia e Ossezia, nei cui confronti sembrano tutti un po’ scoglionati, se si esclude la Russia. Preferirebbero che rimanessero, invece di vederle partire. Sarà il clima delle vacanze.

Oggi mi sento internazionale; e se non fossero zecche quelle sui treni Italiani?

Cimice del letto, foto Times Online

Cimice del letto, foto Times Online

Secondo quanto leggo sul Times Online sembra che la cimice dei letti, un vecchio parassita dell’uomo, stia vivendo un suo ritorno in grande stile. Questi animaletti, dall’aspetto simile a una zecca, avrebbero trovato nei sedili dei treni e degli aerei l’ottimo avamposto per attaccare la specie umana coi loro morsi e nutrirsi di sangue. Negli anni ‘50 e ‘60 il loro luogo preferito era il letto, da cui hanno preso anche il nome: Cimice dei letti (Cimex lectularius). Oggi sembra che l’aumento del numero dei viaggiatori e un abbassamento della guardia da parte dell’uomo ne stia favorendo la prolificazione sui mezzi di trasporto pubblici. Queste cimici che erano ritenute scomparse o considerevolmente diminuite oggi sembrano trovare gradevoli i mezzi di trasporto della specie umana, tra la polvere e la sporcizia che si accumula tra le pieghe di un sedile potrebbero esserci loro, in attesa di un pasto.  Mi sorge il dubbio che quelle che spesso vengono trovate sui treni e sui traghetti non siano zecche ma proprio questo tipo particolare di cimice, se così fosse non sarebbe un problema solo Italiano, ma internazionale.

Bedbugs thrive thanks to our busy lifestyles – Times Online

Cimex lectularius – Wikipedia

Rhynchota – Wikipedia

Ma perchè quelle di Atene erano brutte?

Il nido del cuculo

Il nido del cuculo

Sono tutti a tessere le giuste lodi di questa Olimpiade giunta alla conclusione che a sentire e leggere le opinioni sembra  che i cinesi abbiano fatto sfigurare tutti. Sono state sicuramente ben organizzate queste gare Olimpiche, ma quelle di quattro anni fa, a Atene, non erano da meno, almeno secondo mio modo di vedere, e avevano il vantaggio di non costringermi a fare delle levatacce per vedere le gare. Alla radio, alla televisione si sentono voci che dicono che la Cina dopo questa Olimpiade non sarà più la stessa di prima. Me ne sfuggono le ragioni profonde, le quali forse giocano a nascondino anche con chi è convinto di questo inevitabile cambiamento. L’impressione è che già da oggi tutto tornerà alla più consueta normalità: si parlerà sempre meno di Tibet, dove i cinesi continueranno a imporsi come hanno sempre fatto, le fabbriche torneranno a lavorare a pieno regime, il traffico di Pechino tornerà a essere congestionato e congestionante. Lo smog è probabile che sia già tornato a avvolgere palazzi, monumenti e il grande stadio nido d’uccello. Nei Laogai si tornerà a morire o essere rieducati, come sempre, nella normalità. Ammesso e non concesso che qualcuno si sia fermato, prima. Più che seguire un vento di cambiamento, sembrano tutti intenti a volare sul nido del cuculo.

Un grande slam è sempre una faticaccia, che sia di fenomeno o di noumeno

L'attrattore di Lorenz

L'attrattore di Lorenz

Una grande slam è sempre una faticaccia, che sia di fenomeno o di noumeno e serve avere anche un po’ di culo per realizzarlo.

Per ricevere il romanzo gratuitamente basta inviare una mail con una semplice richiesta all’indirizzo del blog: alidellafarfalla@gmail.com. Riceverete il testo nella casella e-mail. (Distribuzione gratuita terminata il primo ottobre 2008) In alternativa potete lasciare un commento a questo post chiedendo il romanzo, che vi arriverà nella casella e-mail che lasciate per il commento. Il vostro indirizzo di posta elettronica non sarà divulgato né verrà usato contro di voi, promesso. Considerate che nell’ultimo anno qualcuno lo ha pagato.

Grand Slam

Grand Slam attractor

Il romanzo non è molto lungo e quando lo scrissi pensai di ottimizzarlo per una lettura elettronica, perché ritenni che le strade per arrivare agli editori fossero impervie, come in effetti sono. In realtà mi sbagliavo e avevo ragione al tempo stesso, a causa di una particolare coincidenza. Per una pubblicazione classica credo che il testo nella sua struttura generale abbia bisogno di alcuni aggiustamenti che sto approntando lentamente, perché oltre al blog, a un nuovo romanzo e a un racconto sono impegnato in altre attività che non starò a elencare per non rompervi troppo le scatole. Il romanzo è tutelato da copyright quindi

non potete:

  1. Utilizzarlo a scopo di lucro;
  2. Andare a dire in giro che lo avete scritto voi;
  3. Modificarlo;
  4. Non potete metterlo sul vostro sito web senza aver ricevuto un esplicito consenso scritto.

Invece potete:

  1. Criticarlo;
  2. Apprezzarlo;
  3. Ignorarlo.

Se vi piace vi chiedo di parlarne. Se qualcosa non vi è chiaro chiedete o navigate il blog, troverete degli approfondimenti che mi auguro siano di vostro gradimento.

Buon grande slam.

Distribuzione gratuita terminata il primo ottobre 2008

p.s. Trattasi di file PDF

La subcultura nell’era di internet, ovvero quella concezione del diritto d’autore altamente contagiosa.

La nuova biblioteca d'Alessandria di notte

La nuova biblioteca d'Alessandria, di notte

Nonostante alcune ricerche sul web non sono riuscito a trovare casi precedenti a quello del 2004, quando l’Italia rischiò il processo d’infrazione da parte della Comunità Europea per aver disatteso la direttiva comunitaria del 1992, che prevedeva il pagamento dei diritti d’autore anche per i prestiti bibliotecari di libri. Ne venne fuori una polemica di cui non si conosce l’esito e se qualcuno ne fosse a conoscenza è pregato di far sapere quale sia. Come è finita la questione? Le Biblioteche si fanno carico dei diritti oppure li paga direttamente lo stato? Intervennero sull’argomento le associazioni di categoria dei bibliotecari, intellettuali e giuristi. Wu Ming 2 espresse la sua opinione contraria argomentando che in realtà il prestito gratuito non priva l’autore di un mancato guadagno ma che invece contribuisce a una maggiore notorietà dell’autore stesso e delle sue opere, specialmente per gli autori poco conosciuti che pubblicano per piccole case editrici. E’ indubitabile che sia così, se si considera che una libreria ha sempre un numero di libri molto limitato rispetto a una qualunque biblioteca e, spesso, il totale dei volumi è composto da una quantità cospicua di uno stesso testo best seller, il cui autore, presumibilmente, non risente economicamente delle copie consegnate in prestito gratuito. Oltre questa data, all’indietro, in un rapido excursus, non sovvengono alla memoria casi analoghi. Non risultano scrittori, i quali dovrebbero essere i più interessanti, che abbiano fatto causa alle biblioteche per il lucro cessante (dovrebbe essere la definizione giuridica più corretta) causato dai prestiti bibliotecari, e alla superficie della memoria non affiorano nemmeno casi di semplici lamentele. Ve li immaginate Ernest Hemingway, Umberto Saba, o James Joyce, che pure del suo Ulisse deve aver venduto non molte copie e forse solo alle biblioteche, circondarsi di avvocati per chiedere i danni del prestito gratuito? Ma i tempi sembrano essere cambiati e oggi più che mai alcune forme di espressione artistica come la musica e il cinema non hanno forme di diffusione, d’ascolto o di visione gratuite che non vengano considerate lesive del diritto di d’autore. Continua a leggere…

Le grandi preoccupazioni del signor Jacques Rogge e del CIO

L'Olimpiade sempre più fra le poleiche

L'Olimpiade sempre più fra le polemiche

Il Dalai Lama accusa la Cina di aver “sparato sulla folla”, nella regione di Kham lo scorso 18 agosto, uccidendo 140 tibetani e magari approfittando dell’interesse mediatico verso l’Olimpiade e le riscritte pagine dei record per avere più margini d’azione. Nel frattempo il Comitato Olimpico Internazionale sembra impegnato alacremente nell’impedire alla delegazione spagnola ogni manifestazione di lutto per l’incidente aereo avvenuti ieri, mentre, nello stesso tempo, il Presidente Jacques Rogge è coinvolto nel tentativo di rieducazione di Usain Bolt, che, a suo dire, ha esagerato con i festeggiamenti dopo la vittoria nei 200 metri piani; e non è stato particolarmente carino con i suoi avversari. Niente strette di mano né pacche sulle spalle. Che dire… si sente nell’aria la mancanza di certi bravi ragazzi.

Aggiornamento delle 16.58: articolo di Panorama on line

Il Dalai Lama accusa la Cina “Lunedì massacrate 140 persone” – Olimpiadi 2008 – Sport – Repubblica.it

Tragedia aerea: Cio nega lutto alla Spagna«Avevamo detto no anche alla Georgia» – Corriere della Sera

Danza, reggae e hip hop è la festa del fulmine Bolt – Olimpiadi 2008 – Sport – Repubblica.it

Il Corriere: “Serve rispetto”.

L’effetto farfalla di Michael Phelps a Pechino 2008

L'arrivo all'ultimo battito d'ali di Phelps

L'arrivo all'ultimo battito d'ali di Phelps

Con un po’ di ritardo, ma non si poteva evitare di scrivere che è stato l’arrivo all’ultimo battito d’ali a aprire la strada a Michale Phelps verso il record di otto medaglie d’oro in una Olimpiade, conseguito successivamente con la vittoria della staffetta. Il record di Mark Spitz è stato superato. Se non sono uragani questi…

Un centimetro in meno nei 100 metri farfalla e il record sarebbe stato solamente eguagliato, quando si dice insignificanze e uragani. Dopo la scorpacciata di record mondiali e olimpici nel nuoto, il cronometro fermo su 9,69 nei cento metri piani per merito di Usain Bolt, non possiamo che aspettare l’atleta che arriva prima di partire. Primo o poi arriverà anche lui, anzi partirà. ;-)

Il caso The Pirate Bay. Perchè non chiudiamo le strade che portano alle biblioteche comunali?

Un magistrato di Bergamo impedisce l’accesso al sito The Pirate Bay. Per inibire i collegamenti si dice che abbia utilizzato la “formula” giuridica del sequestro preventivo. Rimane poco chiaro cosa abbia sequestrato visto che i server della baia sono in Svezia. L’azione blocca semplicemente l’accesso degli utenti internet italiani al sito. Di fatto il sequestro non è mai avvenuto ma si sono bloccate solo le strade di accesso. Come se si bloccassero le strade di accesso a una biblioteca perchè si presume che all’interno vengano violate le norme sul diritto d’autore: insomma non si sequestra un oggetto che potrebbe servire come prova, ma si impedisce che qualcuno lo possa vedere. L’oggetto rimane sempre nella disponibilità di chi sarebbe sospettato della violazione. La situazione sul diritto d’autore lascia, in questo caso, anche un altro dubbio: considerato che chiunque si può recare in una biblioteca a prendere in prestito qualsiasi libro coperto dal diritto d’autore e leggerselo tranquillamente e gratuitamente a casa, forse un giorno verranno chiuse le strade che portano alle biblioteche comunali, perché quei luoghi consentono di usufruire di testi senza acquistarli e quindi senza pagare i diritti. Ma ci sono anche altre strane situazioni…

Aggiornamento del 26 agosto 2008. Tramite il Minottino mi correggono, giustamente e gentilmente: il sequestro preventivo non è da confondersi con quello probatorio. Il primo serve a impedire ulteriori conseguneze del reato o la commissione di nuovi reati. Ringrazio. Impedire l’accesso rimane comunque una forma anomala di sequestro, a mio parere, forse un po’ border line.

Il doping sarà il futuro dello sport, se non ci fermeremo a chiederci perché è proibito.

Doping e aiutini

Doping e aiutini

La riflessione è venuta dopo aver letto un articolo di Simon Barnes sul Times, dove si cercano di indagare i motivi che portano il doping ad avere successo tra un numero cospicuo di atleti. Perché le sostanze dopanti sono proibite? Perché esistono istituzioni internazionali come la W.a.d.a. (World Anti Doping Agency) all’interno della quale si lavora ogni hanno alacremente per combattere la continua invenzione di nuove sostanze dopanti? Perché si investono ingenti somme in capillari controlli per cercare di fermare gli atleti che assumono sostanze proibite dalla W.a.d.a.? Ci preoccupiamo della salute degli atleti perché certe sostanze fanno male? In questo caso saremmo dei filantropi dall’animo gentile che nei loro momenti di svago davanti a un avvenimento sportivo, spesso a pagamento, anzi quasi sempre, si preoccupano della salute degli atleti. Non è da escludere che questo rappresenti una causa, ma credo che non sia la sola che riesce a scatenare reazioni moralistiche e ostracismi etici oltre che regolamentari. Gli atleti spesso sono al corrente dei rischi che corrono quando assumo sostanze dopanti, solo che ritengono che il rapporto tra rischi e benefici, calcolabili in miglioramento della prestazione, sia vantaggioso. Forse alcuni anni fa c’era più ignoranza, intesa come mancanza di conoscenza specifica, e molti si fidavano dei medici delle società finendo per assumere un po’ di tutto a loro insaputa, ammalandosi negli anni anche di malattie mortali. Continua a leggere…

Il blog di Simon Barnes, il giornalista pluripremiato del Times, è stato censurato a Pechino 2008?

Alcuni colleghi gli hanno detto che non riescono a leggere il suo blog da Pechino. E’ plausibile che il suo paragone dell’Olimpiade di Pechino con quella di Berlino del 1936 abbia provocato qualche dispiacere? Ora che ci penso mi sembra che il contatore delle visite non ne segnali dalla Cina nemmeno una. Intanto scoppia la guerra tra Russia e Georgia, per rimanere in clima di Spirito Olimpico, naturalmente.

Simon Barnes at the Olympic Games: Am I being censored?

Colleagues here in Beijing have been telling me that they have been unable to read my blog. This is all rather exciting – could it be that my blog is being censored? A bizarre thought: if my thoughts on the nature of sportswriting and the solace that comes from Tsing-tao are dangerous for the people of China, life here is even stranger than I thought.
Continua

Dimmi quante polizie hai e ti dirò che paese non sei

In queste giornate di agosto, calde, leggendo dei nuovi provvedimenti del Ministro La Russa, integerrimo difensore della legalità e dell’ ordine, guardando da sotto l’ombrellone i riflessi del sole sulle lievi increspature del mare ho riflettuto su un aspetto su cui nessuno sembra essersi soffermato. Anzi, in realtà non ho riflettuto in senso stretto, infatti ho semplicemente contato. E l’idea di mettermi a contare me l’ ha data un amico della Repubblica Ceca, che, percorrendo l’Italia dal nord del Brennero fino a Firenze e avendone viste di tutti i colori, di divise intendo, mi ha chiesto: “Ma quante polizie avete? Ma mi devo fermare?”. Sul momento non ho avuto il coraggio di dirgli che se va a passeggio in alcune città potrebbe trovare il colore di un’altra divisa, quella dell’esercito. In questi giorni andrà a Roma senza che abbia avuto il coraggio di dirgli niente, quindi mi auguro che la mimetica svolga il suo compito principale e mimetizzi quei ragazzi. Però al sole mi sono messo a contare, di più non sono riuscito a fare, e allora: Carabinieri, Polizia Stradale, Guardia di Finanza, Polizia Penitenziaria, Guardia Forestale, Polizia Municipale, Polizia Provinciale, Polizia Ferroviaria…Ne dimentico qualcuna? Sono otto e tutte armate. Dimenticavo la Guardia Costiera, allora sono nove.
Evidentemente si sentiva la mancanza dell’esercito, ma non ditelo a questo mio amico, per favore; lui pensa di essere in Europa.

Costume dei record, a Pechino 2008 tutti corrono con lo Speedo.

La Federazione Nuoto Italiana lo aveva vietato per Campionati Assoluti Primaverili allineandosi alla decisione della federazione Canadese che aveva bandito lo LZR nelle gare di qualificazione olimpica, anche la NCAA aveva vietato agli atleti di indossarlo durante i campionati statunitensi. Le scelte delle federazioni nazionali si basano sull’articolo n. 5.6 della normativa della Federazione Internazionale, il quale chiarisce che “I fabbricanti debbono assicurare che i costumi di nuova approvazione siano disponibili a tutti i competitori”. Ma sembrerebbe che oltre a essere molto costoso questo particolare costume, con cui nel marzo scorso sono stati superati numerosi record, sia anche raro. Continua a leggere…

Lo strano caso del dott. Roger e Mr. Federer

La pro staff 85 classics e la vecchia n-code di Federer

La pro staff 85 original e la vecchia n-code di Federer

Imbattibile fino allo scorso anno quando portò il numero degli slam vinti a 12 e riuscì a chiudere la stagione conquistando tre dei quattro tornei dello slam, impresa che gli è riuscita tre volte, Roger Federer, lo svizzero numero uno del tennis mondiale, sembrava orientato a mantenere la sua posizione ancora per molto tempo, e in molti erano convinti che il 2008 fosse l’anno giusto per ripetere le gesta di Don Budge e Rod Laver. Ma i risultati hanno deluso sia il campione svizzero sia chi pensava si stesse avvicinando un evento storico che, nel modo del tennis, è assente dal 1969; anno in cui Laver fece “quadripletta” dei tornei più importanti. Quali sono le cause della crisi di Roger che anche ieri è uscito sconfitto dall’incontro con Ivo Karlovic, giocatore non certo di primissimo piano? Sembra che lo svizzero inizi a perdere con frequenza, anche con giocatori non proprio della caratura di Nadal, Djokovic o Murray. Continua a leggere…

Eluana Englaro, quando tutti vogliono mettere bocca

Stato vegetativo, possibilità di risveglio, sacralità della vita umana, conflitto di attribuzione, vuoto legislativo, medici che si rifiutano, cliniche non adatte, polemiche politiche. Diritti, umanità, vita, religione, bellezza, legalità, rispetto, speranza, sono tutte belle parole (a parte quella sulla compattezza del centro destra) che dimostrano quanto le persone amino invadere la sfera degli altri, senza mai cercare di mettersi nei loro panni; non tanto per cambiare le proprie opinioni, ma semplicemente per rispettare chi la pensa diversamente non per un capriccio, ma con profonda dignità e sofferenza.

Eluana Englaro la lotta di un padre