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Le centrali elettriche a carbone, ma il futuro è nella pietra focaia.

Il ministro Scajola ha inaugurato la nuova centrale Enel a “carbon fossile” ma pulito di Torre Valdaliga, vicino a Civitavecchia. La centrale rappresenta un progetto d’avanguardia nello sviluppo delle fonti energetiche rinnovabili, e nella diversificazione necessaria per la produzione di energia, ma nel futuro non potremo prescindere dall’utilizzo della pietra focaia, stoppino e lume a olio, per le normali necessità d’illuminazione degli ambienti. Il progetto consentirà di risparmiare sull’energia e favorirà un ritorno di tutti gli Italiani a una vita più salubre nel rispetto dei ritmi naturali sonno veglia.
Civitavecchia: Inaugurata centrale ENEL a ‘carbone pulito’ – L’Energia di… ambientenergia.info

Gaffe di Scajola alla centrale “Dopo qualche vita umana…” – ambiente – Repubblica.it

foto da www.vitaantiqua.it


  1. 31 Luglio 2008 alle 9:35 am | #1

    Fotovoltaico, eolico, biomasse, ecc ecc. Esistono tante diverse modalità per salvaguardare l’ambiente, la salute e nel contempo produrre energia a basso costo. Peccato che alcuni “politicanti” d a 4 soldi parlino ancora di nucleare (per lucrarci sopra)

  2. 31 Luglio 2008 alle 11:30 am | #2

    Neclord, hai scritto una cosa molto qualunquista. Anzi, forse dovrei dire superficiale, perché definire il fotovoltaico un modo di “produrre energia a basso costo” è francamente ridicolo: il fotovoltaico ha invero costi esorbitanti, e ce li avrà ancora per qualche decennio. Anche il solare termodinamico ha costi altissimi, al momento.
    L’eolico, se si esclude idroelettrico e geotermico, è sicuramente il modo più economico di produrre energia dalle rinnovabili, ma facciamo attenzione a non pensare che si possa sfruttare all’infinito: quello economicamente più conveniente non è poi così tanto. Senza contare che, comunque, ha dei costi iniziali ancora notevoli, superiori anche al nucleare relativamente alla potenza reale prodotta (ma c’è da dire che l’eolico ha dalla sua il vantaggio di essere modulare, cioè è possibile costruire parchi eolici di qualsivoglia dimensione, rendendo il progetto molto più affrontabile dal punto di visto economico). Con tutto ciò, penso comunque sia la fonte rinnovabile più interessante per i prossimi decenni ma, vedi, comunque non grido al (possibile) miracolo. L’Italia, nonostante tutto, è uno dei maggiori produttori mondiali di energia dall’eolico, e nel 2007 ha avuto un tasso di crescita allineato (o di poco superiore) a quello mondiale.
    Le biomasse sono un’altra “bella” fonte, con il vantaggio di poter produrre energia quando vogliamo noi, affrancandoci dall’imprevedibilità climatica. E’ un peccato che non ne produciamo abbastanza.
    Dunque, ricapitolando: no al carbone, e siamo d’accordo. Magari no al petrolio ed al gas, ed in genere no alla combustione di idrocarburi. Sì all’eolico, ma non potremo mai coprire l’intero fabbisogno nazionale, sarà già un record arrivare al 20%, col difetto però della grande variazione anche giornaliera, e pure del tutto indipendente dall’effettiva richiesta di elettricità.
    Servono centrali che producano in maniera continuativa, e centrali che possano dare energia al massimo in pochi minuti, a nostra scelta. Mentre per queste ultime la scelta ricade in maniera quasi obbligata su impianti a combustione (a meno di non avere immensi accumulatori per la rete nazionale, cosa per ora improponibile), per le prime come si fa?
    Idroelettrico, geotermico sono ok. Anche le biomasse, per quel poco che riusciamo a produrre. E poi, cosa?
    Guarda, non vorrei essere pedante ma in effetti ci rimane solo una fonte disponibile…

  3. 31 Luglio 2008 alle 5:24 pm | #3

    Benvenuti,
    un po’ di demagogia, anche troppa, in giro si sente, ma personalmente se devo essere onesto forse la soluzione è in una gestione integrata a rete di più risorse, e non escludo la necessità di una compartecipazione dell’energia nucleare, se fusione meglio naturalmente. ;-)
    grazie per gli interventi

  4. md
    1 Agosto 2008 alle 10:48 am | #4

    sono d’accordo, la questione energetica è complessa e non si può liquidare con due battute, né tanto meno con fronti ideologici inevitabilmente semplificatori; anche perché è facile sparare contro questa o quell’altra scelta, ma poi guai se ci manca la nostra bella fettina quotidiana di comodità, mobilità, consumi, ecc. Quel che serve è un ampio dibattito, che però necessita preliminarmente di una maggiore conoscenza – cosa che con questi chiari di luna, qui in Italia, vedo molto, ma molto difficile… Guai però a delegare in bianco a una classe politica così miope, autoreferenziale e poco competente.

  5. 1 Agosto 2008 alle 1:26 pm | #5

    Purtroppo la fusione nucleare è ben al di là dal venire. I tempi preventivati di 30 anni per il successo del progetto ITER non ci porteranno subito alle centrali per tutti, e invero per quelle ci potremmo impiegare anche 80-100 anni. La scommessa, oggi, è di riuscire ad arrivare al 2100 senza tracolli economici. Non è una sfida solo dell’Occidente, ma di tutto il mondo.
    Con l’attuale incremento di richiesta di elettricità del mondo Occidentale (e trascuro Paesi come Cina ed India), l’aumento di energia ricavata da fonti rinnovabili non è in generale sufficiente, e quando lo è non potrà essere per sempre. Se vogliamo far fronte al progresso, e pure fare un tentativo di rispettare il Protocollo di Kyoto (che ormai è un fallimento, ma su questo non avevo dubbi) o quantomeno di diminuire i gas serra, rinunciare al nucleare è un lusso che può pesare tantissimo sulle nostre tasche.
    Gli impianti termoelettrici a sequestro di CO2 sono ancora sperimentali, quindi al momento non abbiamo altro.
    Altra cosa: ricordiamoci che più dipendiamo da solare ed eolico, più abbiamo bisogno di centrali che possano arrivare velocemente a produrre energia, per sopperire a repentini cali.

  6. popolo
    2 Agosto 2008 alle 3:55 pm | #6

    ciao bau miao

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