Il bel rovescio a una mano e le cause della sua estinzione.
L’articolo di Gianni Clerici su Repubblica mi da l’occasione di scrivere qualche riga su un colpo che è sempre meno frequente nei giocatori di oggi: il rovescio a una mano.
In effetti può sembrare strano che, da quando le generazioni tennistiche non imparano più con le racchette di legno, si stia assistendo alla scomparsa dei rovesci a una mano. Sopratutto le donne, ma anche atleti come Safin, Murray, Nadal, Djokovic e omoni come Tsonga preferiscono il rovescio bimane. Come sottolinea giustamente il dott. Clerici, sia Edberg che Sampras riuscirono a passare dal rovescio bimane a quello a una mano, ma appartenevano entrambi a generazioni che avevano iniziato con le vecchie racchette di legno. I muscoli extrarotatori ( che sono quelli predisposti alla supinazione dell’ulna e del radio) sono più deboli di quelli intrarotatori (predisposti alla pronazione dell’avambraccio). Questo è un motivo. Sono d’accordo con Clerici. Aggiungerei che l’avvento di racchette leggerissime, se a una prima valutazione potrebbe sembrare un elemento che favorisce il rovescio mono-mano, ad una valutazione più approfondita potrebbe essere in realtà una delle cause che stanno portando alla sua “estinzione”. Le racchette di legno erano mediamente più pesanti di quelle di oggi e consentivano a chi si avvicinava al tennis di sviluppare naturalmente giocando, senza esercizi specifici, i muscoli predisposti al movimento extrarotatorio. Certo c’era l’inconveniente che i ragazzi giovani trovavano difficoltà a muovere la racchetta dalla parte del rovescio, ma quello che è un problema poteva diventare una soluzione non appena lo sviluppo fisico consentiva di manovrare qualche grammo in più. In qualche mese i muscoli più deboli si rinforzavano e consentivano di constatare l’efficacia del classico colpo a una mano nelle sue varianti. La mia vecchia Slanzenger junior di legno pesa sui 300 grammi e giocavo un rovescio bimane all’età di dieci anni, finchè con l’aiuto di un ottimo maestro sono riuscito a passare a buon rovescio a una mano che uso, naturalmente ai miei livelli, in tutte le sue varianti. Ma credo che ci sia anche un altro motivo, sempre da collegare alle racchette di oggi e alla loro leggerezza, che ha influenzato e sta influenzando il fiorire dei bimani: avere peso non è negativo in assoluto, anzi aiuta nell’esecuzione dei colpi. Un’assenza di peso sopratutto in un movimento che non può avvantaggiarsi di una muscolatura forte costringe a compensare o con una tecnica sempre impeccabile in timing e posizione delle gambe, o con una forza muscolare che però non ha avuto modo di crescere e rafforzarsi. Una volta passati gli anni in cui si può ancora cambiare il gioco è fatto. Ci sono anche altre ragioni, una delle quali è l’asse di rotazione e la sua distanza dal baricentro, ma qui entriamo forse troppo nello specifico, e preferisco parlarne in seguito.
















Molto completa come spiegazione
splendido pezzo! La mia wilson Stan Smith autograph pesava parecchio per il mio braccino dell’epoca. Poi ho deciso di rovinarmi con una T2000… e ho abbandonato il rovescio a due mani. Ci vuole il piede veloce per quello. Ho notato però che tutte le volte che ho avuto problemi al braccio il colpo che proprio non riuscivo a tirare era il rovescio in back. La frustata che uso di solito( ai miei modesto livelli) per addormentare il top spin dell’avversario era fonte di dolori lancinanti.
and
P.s.
L’antipaticissimo Murray oggi non urlava c’mon! e neanche la sua mamma. Roger stellare, basterà?
@andrea
grazie
Una T2000 di onors a un mio amico l’hanno rovinata accordala. Tirando le corde è diventata ovale mentre il piatto corde era tondo. Si per il bimane ci vogliono i piedi veloci e qualche passo in più. Quando avevo dolori al braccio a me dava noia il servizio: il dolore saliva fino alla spalla, probabilmente il danno era in zone diverse. In finale per Federer non sarà semplice: la palla di Rafa non è quella di Ancic.
Molto interessante questa disamina. Non ci avevo pensato….