Le ali della farfalla

Insignificanze e uragani (little details consiting changes)

Archive for Luglio 2008

Le centrali elettriche a carbone, ma il futuro è nella pietra focaia.

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Il ministro Scajola ha inaugurato la nuova centrale Enel a “carbon fossile” ma pulito di Torre Valdaliga, vicino a Civitavecchia. La centrale rappresenta un progetto d’avanguardia nello sviluppo delle fonti energetiche rinnovabili, e nella diversificazione necessaria per la produzione di energia, ma nel futuro non potremo prescindere dall’utilizzo della pietra focaia, stoppino e lume a olio, per le normali necessità d’illuminazione degli ambienti. Il progetto consentirà di risparmiare sull’energia e favorirà un ritorno di tutti gli Italiani a una vita più salubre nel rispetto dei ritmi naturali sonno veglia.
Civitavecchia: Inaugurata centrale ENEL a ‘carbone pulito’ – L’Energia di… ambientenergia.info

Gaffe di Scajola alla centrale “Dopo qualche vita umana…” – ambiente – Repubblica.it

foto da www.vitaantiqua.it

Written by Fabrizio, the wings

31 Luglio 2008 alle 8:01 am

La complessità, il precariato e la flessibilità. Le cause di un malinteso tutto Italiano.

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In questo paese spesso siamo soliti importare gli effetti sperando che essi agiscano sulle cause che non ci sono, e forse non ci sono addirittura mai state. La speranza risulta essere essere vana e provoca ripercussioni inattese, nella maggior parte dei casi controproducenti, in questo caso sia dal punto di vista sociale che economico. In questi giorni si è parlato e scritto molto dell’emendamento che sarebbe contro i lavoratori precari ed in effetti lo è, perché conferisce un potere maggiore ai datori di lavoro mettendoli in grado di condizionare la vita dei lavoratori e rendendoli di fatto soggetti privi di libera scelta. L’emendamento si inserisce inoltre in un contesto normativo che, quando fu varato, s’introdusse in una realtà sociale e culturale avulsa da ciò che il legislatore aveva intenzione di regolamentare. Addirittura si sperò che fossero le stesse norme a modificare la realtà socioeconomica e culturale. Rovesciando in questo modo lo stesso concetto della legge che, nella sua funzione più profonda, è quello di regolamentare e non di creare nuove realtà. E’ questo, a mio giudizio, il grande iato che ancora oggi si sta allargando e che non sarà facile colmare. La legge a cui mi riferisco è l’ormai famosa legge 30, ma non entrerò nella questione se l’originario progetto del dott. Biagi differisse da quello successivamente approvato dal Parlamento, perché la vera problematica è politica e non tecnico giuridica. Non si tratta di stabilire il valore assoluto della qualità della legge, che Biagi sicuramente elaborò con cura e attenzione, prendendo spunto da realtà socio economiche e giuridiche non Italiane. Leggi il seguito di questo post »

Written by Fabrizio, the wings

29 Luglio 2008 alle 10:16 am

Fenotipi e tennisti, il segreto del tennis è un ossimoro

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Mi vengono in mente: la dominazione Araba della Spagna a cui forse, oltre al periodo del regno di Al Andalus, (fiorente periodo culturale, artistico e di produttiva convivenza delle tre religioni monoteiste: i figli di Abramo) questa nazione deve anche i recenti successi tennistici dei suoi rappresentanti. Mi viene alla mente Rafael Nadal e la sua pelle olivastra di oliva nera. Mi ricordo delle radici iraniane di Agassi e quelle di Mansour Bahrami tennista che gioca nel senior tour senza aver avuto il passato tennistico dei più grandi campioni con cui si confronta. Dicasi fenomeno, se volete. Mi viene alla mente che le persone di colore non sono dei nuotatori di grande livello e nello stesso momento penso a Pete Sampras e alle sue origini Greche, alla dominazione Araba di Creta, alle leggi di Gregor Mendel, e ai caratteri recessivi. Mi domando se c’è una realzione in tutto questo. Credo che ci sia una relazione, ma tutto ciò è anche un depistaggio, almeno in parte, perchè il vero segreto di questo sport è in un recessivo ai recessivi, figuriamoci. Genotipi nascosti che ogni tanto riappaiono, o lasciano indizi discreti, velati, appena percettibili; in qua e in là. Vedo i circoli tennis come le Galapagos: quali sono i fringuelli che sopravvivono? Ora mi sposto in Russia e vedo le matrioske, grosse matrioske, e i matrioski non sono da meno. L’ Europa del nord mi ricorda i viaggi biondi della mia adolescenza: Svezia, Belgio, Olanda, Danimarca. La Sirenetta di Copenhagen. Sì, non c’è male. Ovviamente di tutto ciò non frega niente a nessuno, e per giocare bene a tennis è sufficiente concentrarsi. Bene allora concentratevi. Concentriamoci. Leggi il seguito di questo post »

Written by Fabrizio, the wings

24 Luglio 2008 alle 10:09 am

Alitalia, la guerra degli esuberi

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A questo punto parrebbe che la cordata ci sia, ma il piano, ancora tutto da organizzare nei dettagli, prevederebbe un numero di esuberi tra i 4.000 e i 5.000. Air France e il suo amministratore delegato Spinetta con un numero di tagli al personale intorno alle 2.100 unità, in ultima offerta, risulterebbero dei moderati esclusi solo per spirito nazionalistico. Più passa il tempo e più sembra che aumenti il numero dei tagli da fare al personale. Che abbiano assunto qualcuno in questi mesi?

Written by Fabrizio, the wings

23 Luglio 2008 alle 8:34 am

Fenomenologia dell’incredulità

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Molti anni fa conobbi una persona che si comportava secondo quello che credeva essere un dettame logico fondamentale. Mi disse: “Qualunque cosa tu racconti le persone sono portate a non crederti. Tagliano almeno il cinquanta per cento di quello che dici, quindi se vuoi far sapere la verità devi raccontare una balla di dimensioni doppie, per numero di avvenimenti e gravità, a chi ti ascolta”. Negli anni ho potuto constatare la sostanziale veridicità di questa affermazione che il personaggio in questione, tra l’altro molto simpatico, utilizzava con disinvoltura per cercare di essere ciò che era, anche agli occhi del prossimo. Diceva a tutti che aveva due lauree perché finalmente chiunque si convincesse che ne avesse una. Affermava di sapere due lingue affinché fosse fuori da ogni dubbio che parlasse almeno l’inglese. Leggi il seguito di questo post »

Written by Fabrizio, the wings

20 Luglio 2008 alle 9:43 am

Surrriscaldamento globale. Che sia l’ora d’ inizare a raffreddare?

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Il comunicato stampa dello Space and Science Research Center della Florida, datato primo luglio 2008, sembra

aquila in planata

non lasciare dubbi: il clima del pianeta è entrato in una nuova fase climatica fredda, lasciandosi alle spalle il global worming degli ultimi anni. L’annosa questione continua. Staremo a vedere quali saranno i vestiti da indossare nei prossimi anni.

Il comunicato integrale

“After an exhaustive review of a substantial body of climate research, and in conjunction with the obvious and compelling new evidence that exists, it is time that the world community acknowledges that the Earth has begun its next climate change. In an opinion echoed by many scientists around the world, the Space and Science Research Center (SSRC), today declares that the world’s climate warming of the past decades has now come to an end. A new climate era has already started that is bringing predominantly colder global temperatures for many years into the future. In some years this new climate will create dangerously cold weather with significant ill-effects world wide. Global warming is over – a new cold climate has begun.”

Written by Fabrizio, the wings

17 Luglio 2008 alle 8:04 am

Non dica mai certe cose a un romanziere.

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-Non dica mai certe cose a un romanziere!

-Perchè non dovrei dirle?
-Allora lei è ingenuo, non c’è altra spiegazione.
-Sarebbe pericoloso se le dicessi a un giudice o a un magistrato, non crede?
-Glielo assicuro è peggio il romanziere.
-Credo di non capire.
-Il magistrato e le sue carte legali vengono archiviate, mentre un romanzo può vivere in eterno, o almeno quanto l’umanità. Inoltre un romanzo non può essere denunciato perché è un opera d’arte. E’ fantasia.
-Quindi è finzione e non devo preoccuparmene.
-Tutt’altro, è la forma migliore di verità. Può dire cose che non potrebbero essere dette altrimenti..
-Non capisco.
-Un romanzo prende la realtà e la trasforma in fantasia per spiegare meglio la realtà. In questa commistione si perdono le misure degli atti e restano solo le idee, quindi il furto di una mela potrebbe passare come una rapina milionaria. Tra fantasia e realtà in un romanzo c’è solo l’idea. Sia furbo non dica mai certe cose a un romanziere, potrebbe essere costretto ad affrontare la verità da cui cerca di fuggire.

Written by Fabrizio, the wings

14 Luglio 2008 alle 4:04 pm

Pubblicato in Letteratura, romanzi

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Stendhal

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« Un romanzo è uno specchio che passa per una via maestra e ora riflette al vostro occhio l’azzurro dei cieli ora il fango dei pantani. E l’uomo che porta lo specchio nella sua gerla sarà da voi accusato di essere immorale! Lo specchio mostra il fango e voi accusate lo specchio! Accusate piuttosto la strada in cui è il pantano, e più ancora l’ispettore stradale che lascia ristagnar l’acqua e il formarsi di pozze.» (Stendhal, Il rosso e il nero)

Written by Fabrizio, the wings

10 Luglio 2008 alle 7:18 pm

Wimbledon 2008. Federer e Nadal, The Truman Show. Ecco le foto di una racchetta non consentita.

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Nadal WimbledonIeri sera sul campo centrale di Wimbledon è successa la cosa più naturale che poteva succedere: l’atleta con più predisposizione fisica ha vinto la finale. Questo atleta è Rafael Nadal. Queste cose capitano tutti i giorni a tutti i livelli anche nei circoli. Anche chi è dotato di un’ottima tecnica spesso è costretto a cedere difronte a chi possiede una maggiore predisposizione fisica, sulla quale può lavorare tecnicamente. Se non ci fosse stato Nadal oggi saremmo qui a tessere le lodi del vincitore di tre Grand Slam, del più grande tennista di sempre. Scrivere significa anche ipotizzare scenari, partendo da alcune ipotesi, ma quando iniziai a scrivere “La mano di Rod” non avrei mai immaginato che davanti alle mie ipotesi si aprissero autostrade percorribili a tutta velocità, senza nessun ostacolo. Ho potuto togliere i freni alla fantasia senza che nulla potesse richiamarmi alla realtà o a una sua figura presunta. Le foto sono in fondo al post. Secondo me certi meccanismi sono da considerare oltre il limite del regolamento.

Estratto de La mano di Rod. Il tennis e la teoria del caos. All rights reserved. Tutti i diritti sono riservati. Leggi il seguito di questo post »

Il bel rovescio a una mano e le cause della sua estinzione.

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L’articolo di Gianni Clerici su Repubblica mi da l’occasione di scrivere qualche riga su un colpo che è sempre meno frequente nei giocatori di oggi: il rovescio a una mano.

In effetti può sembrare strano che, da quando le generazioni tennistiche non imparano più con le racchette di legno, si stia assistendo alla scomparsa dei rovesci a una mano. Sopratutto le donne, ma anche atleti come Safin, Murray, Nadal, Djokovic e omoni come Tsonga preferiscono il rovescio bimane. Come sottolinea giustamente il dott. Clerici, sia Edberg che Sampras riuscirono a passare dal rovescio bimane a quello a una mano, ma appartenevano entrambi a generazioni che avevano iniziato con le vecchie racchette di legno. I muscoli extrarotatori ( che sono quelli predisposti alla supinazione dell’ulna e del radio) sono più deboli di quelli intrarotatori (predisposti alla pronazione dell’avambraccio). Questo è un motivo. Sono d’accordo con Clerici. Aggiungerei che l’avvento di racchette leggerissime, se a una prima valutazione potrebbe sembrare un elemento che favorisce il rovescio mono-mano, ad una valutazione più approfondita potrebbe essere in realtà una delle cause che stanno portando alla sua “estinzione”. Le racchette di legno erano mediamente più pesanti di quelle di oggi e consentivano a chi si avvicinava al tennis di sviluppare naturalmente giocando, senza esercizi specifici, i muscoli predisposti al movimento extrarotatorio. Certo c’era l’inconveniente che i ragazzi giovani trovavano difficoltà a muovere la racchetta dalla parte del rovescio, ma quello che è un problema poteva diventare una soluzione non appena lo sviluppo fisico consentiva di manovrare qualche grammo in più. In qualche mese i muscoli più deboli si rinforzavano e consentivano di constatare l’efficacia del classico colpo a una mano nelle sue varianti. La mia vecchia Slanzenger junior di legno pesa sui 300 grammi e giocavo un rovescio bimane all’età di dieci anni, finchè con l’aiuto di un ottimo maestro sono riuscito a passare a buon rovescio a una mano che uso, naturalmente ai miei livelli, in tutte le sue varianti. Ma credo che ci sia anche un altro motivo, sempre da collegare alle racchette di oggi e alla loro leggerezza, che ha influenzato e sta influenzando il fiorire dei bimani: avere peso non è negativo in assoluto, anzi aiuta nell’esecuzione dei colpi. Un’assenza di peso sopratutto in un movimento che non può avvantaggiarsi di una muscolatura forte costringe a compensare o con una tecnica sempre impeccabile in timing e posizione delle gambe, o con una forza muscolare che però non ha avuto modo di crescere e rafforzarsi. Una volta passati gli anni in cui si può ancora cambiare il gioco è fatto. Ci sono anche altre ragioni, una delle quali è l’asse di rotazione e la sua distanza dal baricentro, ma qui entriamo forse troppo nello specifico, e preferisco parlarne in seguito.

Written by Fabrizio, the wings

1 Luglio 2008 alle 10:22 am