Le ali della farfalla

soluzioni semplici per dilemmi complessi

Times. Tommy Smith e John Carlos sui Giochi Olimpici 2008: “In 40 anni niente è cambiato”.

Furono il simbolo della lotta e della protesta contro la discriminazione razziale con il loro saluto dal podio Olimpico dei 200 metri piani a Città del Messico nel 1968 e oggi dichiarano che niente è cambiato e che ci troviamo nella stessa situazione. Mettono anche in guardia gli atleti che vorranno seguire il loro gesto, avanzando delle proteste simboliche durante i giochi di Pechino, perchè le ripercussioni che ebbero sia sportive che sociali furono enormi. Il Comitato Olimpico insistette per l’espulsione di entrambi dalle future competizioni. L’ America bianca nella quale fecero ritorno si dimostrò ostile nei loro confronti voltando loro le spalle quando si misero in cerca di un lavoro, con la conseguenza che anche le loro famiglie si trovarono in condizioni difficili. La madre di Smith morì d’infarto, quando gli agricoltori locali gli spedirono ratti morti e letame. Carlos fu costretto a usare i suoi mobili come legna da ardere e afferma che sua moglie si suicidò perchè prostrata fisicamente e moralmente dalle condizioni di emarginazione sociale. Cambiano i luoghi, le nazionalità, il colore della pelle, trascorrono gli anni, ma i problemi rimangono. Si esporta ogni merce, ma i diritti trovano molti ostacoli nelle dogane della mente.

Olympics: Tommie Smith and Jhon Carlos warn of the price of protest – Times Online

9 risposte a Times. Tommy Smith e John Carlos sui Giochi Olimpici 2008: “In 40 anni niente è cambiato”.

  1. Michelangelo 13 aprile 2008 alle 9:35 pm

    Fabrizio, questa foto suggerisce un parallelo con quanto sta accadendo oggi, di grande impatto.
    Tuttavia non mi sembra che da media siano state sottolineate tali analogie, che, invero, aiuterebbero ad assumere posizioni più risolute.

  2. newyorker 14 aprile 2008 alle 11:12 am

    mi sembra sia morto recentemente….chissà se si rivolta nella tomba

  3. Fabioletterario 14 aprile 2008 alle 12:10 pm

    …E non mi pare una bella considerazione… No?

  4. lealidellafarfalla 14 aprile 2008 alle 12:20 pm

    no, non proprio bella.
    le Olimpiadi del resto sono sempre state, per la risonanza mediatica che hanno, una occasione per manifestazioni politiche e civili che in condizioni non normali non riuscirebbero ad avere risalto. Probabilmente in tempi normali una manifestazione in favore del tibet sarebbe stata ignorata dai mass media.

  5. Daniele Verzetti, Rockpoeta 15 aprile 2008 alle 12:03 am

    Vero Fabrizio, nessuno si curerebbe del Tibet se non ci fossero le Olimpiadi.

  6. tilden 15 aprile 2008 alle 12:48 am

    Ho letto il libro, complimenti per le idee e lo stile continua cosi
    enrico

  7. ciro 26 luglio 2008 alle 4:50 pm

    giusto sn d’accordo con michelangelo

    oggi il razzismo sia in America contro i neri e in Italia contro gli emigrati è ancora presente. bisogna lottare ardemente perchè il “diverso”, cm affermano molti partiti politici in Italia, è uguale a noi… e come dici tu Michelangelo oggi la stampa nn vuole mettere in luce questa analogia… Ma stiamo arrivando a tappare la bocca ai giornalisti… speriamo di no arrivederci a tutti.

  8. Pingback: MASADA n. 770. 23-8-2008. Olympia « Nuovo Masada

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