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Aborto terapeutico. Un paese di schizzofrenici?


Questi sono gli articoli della legge che riguardano l’interruzione della gravidanza dopo i 90 giorni. Secondo alcuni medici le probabilità di sopravvivenza all’aborto aumentano dopo la 23° settimana.

L. 22 maggio 1978, n. 194
Norme per la tutela sociale della maternità e sull’interruzione volontaria della gravidanza.

1. Lo Stato garantisce il diritto alla procreazione cosciente e responsabile, riconosce il valore sociale della maternità e tutela la vita umana dal suo inizio. L’interruzione volontaria della gravidanza, di cui alla presente legge, non e’ mezzo per il controllo delle nascite. Lo Stato, le regioni e gli enti locali, nell’ambito delle proprie funzioni e competenze, promuovono e sviluppano i servizi socio-sanitari, nonché altre iniziative necessarie per evitare che lo aborto sia usato ai fini della limitazione delle nascite.


6. L’interruzione volontaria della gravidanza, dopo i primi novanta giorni, puo’ essere praticata: a) quando la gravidanza o il parto comportino un grave pericolo per la vita della donna; b) quando siano accertati processi patologici, tra cui quelli relativi a rilevanti anomalie o malformazioni del nascituro, che determinino un grave pericolo per la salute fisica o psichica della donna.

Il documento dei ginecologi delle università romane sostiene l’opportunità di rianimare il feto dopo un aborto terapeutico anche contro la volontà della madre. Questo almeno è riportato dalle maggiori fonti di informazione, perchè ancora devo capire quale sia la volontà della madre, in determinate e estremamente specifiche condizioni.In buona sostanza lo stesso medico certifica gravi processi patologici relativi a anomalie o a malformazioni che giustificano l’aborto e allo stesso tempo si arroga il diritto di fare tutto il possibile per far sopravvivere un individuo le cui malformazioni e patologie erano talmente gravi da far scegliere per l’aborto dopo i novanta giorni. Insomma i medici fanno tutto loro. Sono le nuove divinità moderne? Si sentono Dio? Ho il dubbio che, in realtà, giochino solo con la vita e il futruo delle persone.
Le frasi dette credo che suonerebbero più o meno così:

Prima

“Signora, non ho delle buone notizie. Il feto ha delle gravi malformazioni che potrebbero compromettere anche la sua salute, se decide di portare avanti la gravidanza. In questi casi la legge consente l’aborto anche dopo i novanti giorni.”

Dopo

 

“Signora lo abbiamo salvato. E’ molto probabile che resti cieco da un occhio, limitato celebralmente e con alcune difficoltà motorie. Ci sono, inoltre, buone probabilità che abbia numerosi problemi di salute nell’arco della sua vita, ma vivrà. E’ probabile che non camminerà, ma potrà sempre strisciare. Sarà difficile che parli, ma sicuramente riuscirà e emettere suoni gutturali. Mi dispiace dirle che non avrà neppure il pollice opponibile, ma tanto non gli servirebbe. Noi siamo per la vita, altrimenti non le avremmo consigliato l’aborto”.

Art. 2
2. I consultori familiari istituiti dalla legge 29 luglio 1975, n. 405 (2), fermo restando
quanto stabilito dalla stessa legge, assistono la donna in stato di gravidanza:

a) informandola sui diritti a lei spettanti in base alla legislazione statale e regionale,
e sui servizi sociali, sanitari e assistenziali concretamente offerti dalle strutture
operanti nel territorio;

b) informandola sulle modalità idonee a ottenere il rispetto delle norme della
legislazione sul lavoro a tutela della gestante;

c) attuando direttamente o proponendo allo ente locale competente o alle strutture sociali
operanti nel territorio speciali interventi, quando la gravidanza o la maternità creino
problemi per risolvere i quali risultino inadeguati i normali interventi di cui alla
lettera a);

d) contribuendo a far superare le cause che potrebbero indurre la donna all’interruzione
della gravidanza.

I consultori sulla base di appositi regolamenti o convenzioni possono avvalersi, per i fini previsti dalla legge, della collaborazione volontaria di idonee formazioni sociali di base e di associazioni del volontariato, che possono anche aiutare la maternità difficile dopo la nascita. La somministrazione su prescrizione medica, nelle strutture sanitarie e nei consultori, dei mezzi necessari per conseguire le finalità liberamente scelte in ordine alla procreazione responsabile e’ consentita anche ai minori.

p.s. Il quinto dello stipendo del medico schizzofrenico sarebbe da considerare risorsa per lo sviluppo sociale, emotivo, e intellettuale, di chi è stato salvato da aborto terapeutico contro il volere della madre? Oppure se lo mette in casa il medico per una decina di anni il pargolo sopravvissuto ? Fare i filantropi dei valori della vita sulle spalle emotive e economiche di altri mi sembra sin troppo facile.
links:
Quotidiano Net – Pollastrini: “Il volere della donna va rispettato”
Aborto, documento dei ginecologi “Il feto deve essere rianimato” – cronaca – Repubblica.it
Legge 194/78 sull’interruzione di gravidanza


  1. 3 Febbraio 2008 alle 9:13 pm | #1

    sembra il teatro dell’assurdo. Non ne capisco proprio il senso e il fondamento. Colpa cmq dei vuoti giuridici che danno spesso adito a interpretazioni azzardate.

    Ciao e buona settimana!!

  2. 4 Febbraio 2008 alle 12:32 am | #2

    Beh io credo che tra poco si arriverà a toccare la legge,e così tutto qllo che è stato fatto,dopo anni di lotte,pagate in primis sulla pelle delle donne,verrà spazzato via!
    Ritenere normale e giusto,nn tenere conto della volontà della madre,è aberrante e profondamente offensivo della dignità della donna che trova sempre “qlcuno” + in alto di lei che le dice fino a chè punto arriva il suo libero arbitrio!
    Una buona notte…grazie della riflessione!

  3. 4 Febbraio 2008 alle 7:10 pm | #3

    Io spero che sia solo una boutade, non riesco ad immaginarmi equipes di medici che si dedicano alla sopravvivenza di un feto con gravi malformazioni

  4. md
    4 Febbraio 2008 alle 7:14 pm | #4

    Sì, è incredibile. E’ necessario fare una battaglia nettissima contro lo strapotere dei medici, stabilendo dei confini precisi su dove possano e dove non possano intervenire. Capisco che il biopotere che vanno accumulando possa dar loro alla testa, ma non vedo che diritto possano avere quando si tratta di decidere della vita o della morte. Sono i soggetti, le persone, i diretti interessati a dover decidere – e le donne in primis quando si tratta del loro corpo e della procreazione.

  5. 4 Febbraio 2008 alle 7:26 pm | #5

    @ Oscar
    mi auguro anch’io.
    @ md
    quoto in toto.

  6. 5 Febbraio 2008 alle 12:25 pm | #6

    Ne ho parlato anch’io e concordo con Moticanus che quoto in toto.

  7. 25 Febbraio 2009 alle 12:34 am | #7

    Non è una boutade; è successo al mio “prodotto abortivo” come viene definito sulle normative dell’aborto terapeutico che ho dovuto leggere e firmare per avere il via libera ad abortire. Il mio feto affetto dalla sindrome di down è stato espulso vivo, e pertanto sottoposto a rianimazione forzata per 4 giorni, fino cioè al suo decesso. Tuto ciò è avvenuto ai primi di giugno ‘08.

  8. 25 Febbraio 2009 alle 7:18 pm | #9

    Per capire il mio stato d’animo e quello di tante altre donne che pure non si sono trovate di fronte ad un epilogo come il mio, puoi e potete andare in questo link:

    http://forum.alfemminile.com/forum/f113/__f296_f113-Aborto-terapeutico.html

  9. 17 Marzo 2009 alle 9:50 pm | #10

    E’ sorto un nuovo blog per fare il punto sulla situazione e cercare eventuali soluzioni per arginare il problema, anzi tutti i problemi conseguenti da tutti gli stravolgimenti della 194

    http://www.abortoterapeutico.blogspot.com

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