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Federico Moccia. Scusa ma ti chiamo amore.

Logo progetto riscritti DuchampIl movimento Riscritti Duchamp è lieto di presentare:

“Scusa ma ti chiamo amore” di Federico Moccia.

Originale

Scusa ma ti chiamo amore

Riscritto Duchamp
Scusa se ti chiamo amore

Originale

Niki e le sue amiche sono all’ultimo anno di scuola. Malgrado abbiano la maturità ne combinano ogni giorno di tutti i colori. Sfilate, feste, rave e tutti i possibili eventi anche fuori Roma. Alex è un “ragazzo” di quasi trentasette anni. Si è lasciato da poco e senza un vero perché con la sua fidanzata storica. Intorno a lui ruota un mondo complicato e divertente: i suoi genitori, le sue sorelle sposate e con figli e poi i suoi tre amici Enrico, Flavio e Pietro, anche loro tutti già sposati ma ognuno con le proprie particolarità. Enrico è geloso, Flavio metodico, Pietro invece è in fissa con tutte le donne del mondo. Alex è un pubblicitario e ha delle grandi responsabilità all’interno della sua azienda. Ma è appena arrivato un giovane rampante che mette a repentaglio il suo lavoro. E tutto questo non sarebbe niente se quella mattina Alex non incontrasse Niki. O meglio, se i due non si scontrassero.

Riscritto Duchamp
Niki e le sue amiche frequentano l’ultimo anno delle scuole superiori, e, malgrado abbiano da sostenere gli esami di maturità a fine giugno, ne combinano di tutti i colori: partecipano a sfilate, a feste, e non si perdono neppure un rave party; anche a costo di farsi due ore di macchina, tra andata e ritorno, per raggiungere luoghi fuori Roma. Alex è un trentasettenne che non ha perso la limpida allegria e l’ironia di quando era ragazzo. Il suo spirito sembra che sia riuscito a fermare il tempo. Si è lasciato con la sua fidanzata storica da qualche mese e ancora non riesce a spiegarsi le vere cause dell’accaduto, o, forse, molto più semplicemente, evita di approfondirne le ragioni. Il suo mondo di amicizie, parentele e relazioni, divertente ma anche complicato, è composto dai suoi genitori, le sue sorelle che sono tutte sposate con figli, e i suoi amici Enrico, Flavio e Pietro, anche loro regolarmente sposati, secondo i canoni più consolidati. Flavio è una persona riflessiva e metodica. Enrico è geloso di tutto, non solo della sua donna, sentimento che sarebbe comprensibile, ma anche di ciò che possiede e, sopratutto, della macchina. Guai a chi gli tocca la sua Audi A4. Pietro invece pensa solo alle donne: gli piacciono tutte, le vorrebbe tutte. E’ in fissa. Alex lavora in una grande agenzia pubblicitaria, nella quale è stimato e ha un ruolo di responsabilità, anche se ultimamente un giovane arrivista e rampante neoassunto cerca di metterlo in cattiva luce. Inoltre quella mattina un incontro, anzi un vero e proprio scontro, quello con Niki, non farà altro che complicare ancora di più la sua vita.
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Niki è una bella ragazza; è divertente, è intelligente, è spiritosa, è allegra. C’è solo un piccolo dettaglio. Ha diciassette anni. Vent’anni meno di Alex. E dopo l’incontro di quella mattina, nulla sarà più come prima. Il mondo adulto si scontra con quello degli adolescenti. Ed ecco mamme e figlie in una discussione continua, papà che sono ancora ragazzini e ragazzi giovanissimi che sono già troppo adulti. E ancora ragazze sognatrici, ragazze deluse, ragazze romantiche e ragazze troppo folli. E adulti che invece hanno messo da parte tutti i loro sogni e vivono, o meglio sopravvivono, senza avere il coraggio di fermarsi a riflettere. Questo romanzo è la voglia di ritrovare la propria libertà, la voglia di avere sentimenti veri, di amare senza convenzioni e senza troppi perché. È la quotidianità ma è anche il sogno. È la voglia di dire basta a quel domani che ogni giorno ci raccontiamo, nel quale siamo sempre sicuri che faremo qualcosa di speciale. Ma intanto i giorni passano e quel domani non arriva. Di lui non c’è traccia. E allora ecco la nostra fuga, la più bella, la più folle, la più pazza. Una fuga d’amore. E poi quel faro… Insomma, un tuffo dove l’acqua è più blu. Niente di più.

Riscritto Duchamp
Niki è una ragazza molto bella: alta, slanciata, mora, con un seno florido che contribuisce a ingannare la sua età. In più è allegra, sempre sorridente, spiritosa, intelligente. L’unico difetto, se difetto si può chiamare, è che ha diciassette anni. Non uno, ma vent’anni meno di Alex. Dopo l’incontro-scontro di quella mattina niente sarà più come prima per entrambi. Tutto ciò che c’è di sopito in una società e nei loro animi si risveglierà improvvisamente. Dalla brace ricoperta di cenere sorgeranno nuove passioni, ma anche problemi, giudizi, ipocrisie. Tutto quello che fa parte del mondo degli adulti si scontrerà con il mondo degli adolescenti e la realtà farà a cazzotti con l’ipocrisia, che vorrebbe una divisione netta tra l ‘animo di chi è adulto e di chi è ancora un adolescente. Invece la realtà è fatta di papà che sono ancora dei ragazzi, e di giovanissimi con la maturità di adulti; la realtà è fatta di ragazze sognatrici, romantiche, deluse e anche po’ folli, ma anche di adulti che hanno smesso di sognare per sopravvivere, e sono solo aridi censori, dall’alto della propria presunta moralità. La realtà è un insieme di tante cose, conosce le sfumature e raramente le divisioni nette.
Questo romanzo vuole raccontare la voglia di accettarsi per ciò che siamo: accogliere la libertà delle emozioni, dei sentimenti, dell’amore; capire che il sogno non ha vincoli e non conosce ipocrisie; capire la natura incondizionata dell’amore a tutte le età. Questo romanzo è la voglia di dire basta alle gabbie razionali e moraleggianti che ci impongono di limitare la nostra natura. E’ un inno alla speranza che vive di quotidiano e di sogno, come ogni uomo. Agire per riprendere se stessi e la propria vita in mano, senza aspettare un domani che non verrà. Eccola la pazza, eccitante, bella, travolgente e folle fuga d’amore. Un tuffo dove l’acqua è veramente blu.

Possibile che in Italia non esistano nemmeno i ghost-writer? :-)

  1. rlovich
    2 Febbraio 2008 alle 7:41 pm | #1

    un po’ infantile. un po’ più di cura non farebbe male

  2. 3 Febbraio 2008 alle 11:54 am | #2

    temo che lo stile infantile fosse non solo inevitabile (per incapacità dell’autore) ma anche voluto: se avesse scritto bene avrebbe perso metà del pubblico, incapace di leggere come l’autore lo è di scrivere.

  3. 3 Febbraio 2008 alle 10:21 pm | #3

    Ma la riscittura ha delle regole?
    sarebbe studiare le creare classi di funzioni tali che Testo2 = f(testo1)…

  4. 4 Febbraio 2008 alle 8:44 am | #4

    @ Michelangelo
    certo che le ha
    dare ritmo quando vedo periodi troppo brevi spezzati e quelli successivi che iniziano con un congiunzione.
    Utillizzare una scrittura che suggerisca immagini: donna bella può dire tutto e niente. “Mora, slanciata, seno florido” contribuiscono a far immaginare.

    Se ne possono natrualmente trovare delle altre, come suggerisci giustamente, e si potrebbero creare delle classi di funzioni. Sarebbe divertente.
    Tra l’altro mi hai fatto venire in mente il libro “Se una notte d’inverno un viaggiatore” di Italo Calvino dove un elaboratore si preoccupa di scrivere romanzi per conto di scrittori con il loro stile

  5. lucia
    8 Ottobre 2008 alle 5:31 pm | #5

    Mi ha colpito molto questo film…io mi vedo un pò come niky del film!!in certi modi di fare e, credo molto nell’AMORE come lei:)

  6. 8 Ottobre 2008 alle 7:10 pm | #6

    Benvenuta in questi lidi, Lucia

  7. lucia
    9 Ottobre 2008 alle 12:32 pm | #7

    grazie e mille!!:)

  8. lucia
    11 Ottobre 2008 alle 7:47 pm | #8

    mi sapete dire qualcosa dei protagonisti di amore14???

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