Guernica: Picasso ha solo prestato il pennello

2007 Novembre 11
by Fabrizio, the wings

« L’avete fatto voi, maestro?»
«No, l’avete fatto voi con la Luftwaffe »

Questa fu la risposta di Picasso a un ufficiale Tedesco in visita al suo studio.

guernica

Il dipinto, un tempera su tela di dimensione enorme, (tre metri e mezzo per quasi otto metri) ritrae infatti la realtà dopo il bombardamento della città di Guernica da parte dell’aviazione tedesca in appoggio ai franchisti durante la guerra civile spagnola (1936-1939).

Arti mozzati, visi contorti dal dolore;

occhi fuori dalle orbite e disperazione e urla e braccia senza il busto.

Volti lacerati, ritorti, annientati.

Le bombe cacciate in gola all’umanità, alla speranza, alla vita e a un cavallo.

La sofferenza di una madre con il volto deformato dall’assoluto della carneficina.

Il corpo senza vita di suo figlio tra ciò che resta delle sue mani.

Sangue! Non si vede ma si sente l’odore che esce dalla tela.

La penobra, il buio e la sofferenza, nessuna via di fuga.

Questo è il Guernica: la realtà.

Questa è Guernica: la realtà.

ciita di Guernica

5 Responses leave one →
  1. 2007 Novembre 11

    Un quadro che mi emoziona sempre.
    Un sorriso triste per tutte le stragi del mondo
    Mister X di Comicomix

  2. 2007 Novembre 12

    Un dipinto che è realtà, attualità, denuncia, rabbia, amarezza, dolore.

    Un dipinto che è verità.

    E le nostre lacrime su quella tela
    Non sciolgono quei colori
    E quel dolore.

    Daniele il Rockpoeta.

  3. 2007 Novembre 12

    solo le immagini riescono a dare un senso, le parole molte volte sono superflue..
    ciao

  4. 2008 Maggio 30
    Alpha T permalink

    Beh, in realtà ha solo “prestato il pennello” nel senso che non è nato da una ispirazione artistica ma dal calcolo freddo di prestarsi ad una propaganda: per questo ha riciclato un quadro che stava realizzando, avente come soggetto un torero, e lo ha modificato per adattarlo a questo bombardamento-simbolo.
    Evento, quello di Guernica, che è un episodio triste e spietato come altri (stima: 200 morti) di una guerra, gonfiato nel racconto degli anni seguenti per dipingere il regime rivoluzionario come una vittima, invece che come il carnefice che fu. Il fatto che dall’altra parte ci fossero anche stranieri a combattere, provenienti da altri regimi, e qui la responsabilità è nazista, non cambia il succo della situazione: certi morti contano più di altri. Chiedere ai martiri cristiani di Spagna.

  5. 2008 Giugno 14
    marty permalink

    A me sembra che se c’è qualcuno che sta facendo differenza fra morti e morti sei tu… senza alcuna polemica è quello che traspare dalle tue parole secondo me.

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