Le italiane vincono ancora la Fed Cup. Servono le quote celesti
La Coppa Devis al femminile torna in Italia dopo quella vinta nel 2006, e le tenniste italiane confermano di essere meglio dei colleghi maschi, i quali sembrano essere ormai surclassati. Almeno nel tenni si dovrà iniziare a parlare di parità al maschile. Quote celesti nei tornei dello slam e nella Coppa Devis, per cercare di ristabilire un minimo di parità, diventeranno sempre più necessarie. Le quote rosa sono già solo un ricordo e le ragazza, secondo nemmeno troppo recenti studi, sono sempre più brave anche a scuole e i ragazzi sempre più ciuchi.
Ore 14.59: E abbiamo vinto anche il doppio. 11 – 9 al terzo e la Vinci/Errani ci regalano anche il 4-0. Le parole della Vinci: “Non mi sciupare il record dicevo a Sara, era importante vincere la partita, il doppio ha coronato questa partita, 4-0 è un bel colpo. Partivamo con l’idea di vincere e abbiamo dimostrato di saperlo fare eccome”. Errani: “La Huber è n.1 , la King è n.30, era un doppio molto forte, la Huber ha 4 vittorie negli slam, e in conferenza stampa lei aveva detto che aspirava al 2 pari, che ci voleva battere così adesso è una soddisfazione in più. Aspettiamo la premiazione”
Le più conosciute non sono pervenute
Nella classifica delle dieci migliori e peggiori carte di credito le più conosciute Visa e Mastercard non risultano in nessuno dei due ranking. Regna l’anonimato più completo in questo caso. La migliore è risultata la John Lewis Waitrose e la peggiore la Mint.
Money Central – Times Online – WBLG: The 10 worst credit cards, and the 10 best – as voted by customers
The John Lewis /Waitrose credit card came out on top with a score of 88 per cent, compared to the average score of 68 per cent. Mint was the worst provider, scoring just 46 per cent.
Andre Agassi confessa e si prende gli strali di un ipocrita mondo del tennis. La verità non piace mai ai conniventi.

si lamentavano che era vestito male
Nella sua biografia in uscita a giorni Andre confessa di aver fatto uso di droghe, sulle finalità della confessione possiamo fare diverse ipotesi: voglia di vendere qualche copia in più, desiderio di affrontare la vita che ha ancora davanti con uno spirito diverso, ammettere la verità, non credere più a Babbo Natale, rapportarsi con i figli in modo diverso, vivere con la coscienza libera la sua nuova attività di insegnate per i più sfortunati. Ma se quello che ha dichiarato è la verità questo tipo di speculazioni perde di significato, infatti la motivazione che lo ha spinto a parlare sarebbe meno importante di ciò che la rivelazione dice. Per indagare la vita, conoscere, è necessario osservare l’essere non il dover essere; non l’immagine edulcorata di un racconto che vuole dare una precisa immagine, ma la cruda realtà così come si presenta, senza infingimenti.
I motivi che spingono a raccontare cose non proprio vere sono spesso legati a interessi personali o di gruppi, ma interessi simili spesso possono essere raggiunti da altri individui, o da chi è in situazioni diverse, proprio raccontando la verità. Ad Andre, una volta sul fronte opposto, sembra più utile raccontare ciò che ha fatto nel suo passato. Allora, a noi che interessa la conoscenza, non rimane che sfruttare i tornaconto personali per cercare di capire come stanno le cose, perché c’è sempre qualcuno che preferirebbe che certi fatti non si vengano mai a sapere. Chi sono queste persone? Naturalmente tutti coloro che vivono di tennis, giocato, insegnato, parlato o scritto, che una volta insediati nella loro nicchia di sopravvivenza e benessere preferiscono sempre pensare di essere circondati da Santi e Cherubini, alzare gli occhi guardare la volta celeste e credere di essere in Paradiso. E’ bene non dare troppa importanza all’ondina che ogni tanto gli arriva al livello delle labbra. Per il puzzo, beh…ormai ci sono abituati. L’importante è che quel mondo che gli ha regalato tantissime soddisfazioni appaia a loro stessi e agli altri come perfetto, anche se perfetto in realtà non è. Leggi il seguito di questo post »
Quanto costerà riprogrammare un computer con la pittura. La nuova racchetta di Roger Federer
The new Roger Federer Racquet. BLX??? Chissà quante riunioni, discussioni…un po’ come per le merendine di Oblio…
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Alla fine li farà fuori tutti

The highlander
Marrazzo si dimette, ma l’aspetto più eclatante della vicenda è che a sinistra sembra proprio che non sappiano gestire nemmeno gli scandali: Silvio Berlusconi non si dimetterà mai e ora ha un’arma in più da utilizzare contro i suoi avversari politici. Un’arma affiliata che contro di lui è servita a poco ma che sembra avere maggiore effetto nei confronti dei suoi avversari politici. Dopo le dimissioni di Boffo ci sono quelle di Marrazzo. Chi sarà il prossimo? Lo scandalo che sembrava dover travolgere il premier è molto più efficace in altre direzioni. Anche qui per gestire certe faccende ci vuole stoffa e non improvvisazione, soprattutto se si vuole apparire come coloro che sono persone oneste che rifiutano ogni scoop per salvaguardare la privacy perfino degli avversari politici, mica come quei poco di buono di Repubblica. Alla fine, forse, potrebbe essere proprio così…la realtà non è solo un’attribuzione di significato. Serve uno “spazza immondizia”, uno spazzacamino?” Un risolutore di problemi?
Ne rimarrà uno solo.
A che serve il genio se poi nessuno è in grado di riconoscerlo
La linea di difesa della Disney avrebbe dovuto essere più o meno questa, ora che alcune famiglie hanno deciso di fare causa alla linea di prodotti educativi Baby Einstain. La Disney sotto la minaccia di una class action ha deciso di rimborsare tutti i genitori insoddisfatti dai giochi acquistati per i loro figli. In molti si lamentato che i loro figli rimarrebbero come sono, non diventerebbero dei veri Einstain, insomma nessun mostro dell’intelligenza. Ma data la natura umana c’è da chiedersi se chi non è un genio abbia le capacità di capirne uno di geni, ovviamente. Insomma questi genitori hanno mai capito la relatività di Einstein o è rimasta per loro solo un’eccentrica teoria? E allo stesso modo forse i comportamenti del proprio figlio potrebbero apparigli strani invece che geniali.
Inoltre buoni geni non mentono e in questo caso mi riferisco a quelli compresi nelle catene di DNA. Nessun gioco può infatti andare oltre le potenzialità innate di sviluppo, anche se sembra che quelli della Dinsey facciano di tutto per farle rimanere al palo. E’ anche vero quindi che stupido è chi lo stupido fa; e i genitori non sono da meno della Disney, sembrerebbe, se si limitano a parcheggiare il proprio figlio davanti al gioco.
Il colpo di grazia lo ha sferrato uno studio della Washington University. Per ogni ora trascorsa a guardare quei video “educational”, gli esperti hanno misurato che un bambino fra 8 e 16 mesi anziché diventare un futuro Einstein accumula ritardi. Apprende dalle sei alle otto parole in meno, rispetto alla media dei suoi coetanei. La parola-chiave per spiegare un risultato così disastroso è “passività”. I genitori si mettono la coscienza a posto piazzando il pupo davanti al gadget elettronico, lo abbandonano alla mercè di un mezzo digitale, e riducono il loro contatto col bambino. Repubblica.
Sono un po’ tutti dei geni incompresi, quindi inutili.
Sono tutti un po’ Villari, anzi peggio.
Sembra proprio che si mettano d’impegno. Ci sarebbe da tranquillizzare anche Marrazzo, che naturalmente, anche lui, non si dimette. Ma quale rovina…semmai resistenza al proprio posto. L’unico che è stato costretto ad andarsene, dopo essere stato tra l’altro regolarmente eletto, è stato Villari, che non era nemmeno coinvolto in nessuno scandalo di nessun tipo. Eppure erano tutti lì a gridare sconvolti allo scandalo, a chiedere le dimissioni. Una presenza insopportabile. Povero Villari, viene da pensare. Non sapeva proprio stare al mondo, anzi in Italia e ancor meno seduto su una poltrona. Ve lo immaginate Berlusconi che decide di dimettersi perché regolarmente eletto.
Aboliremo l’irap! Sì, certo, come il bollo auto o l’introduzione del bonus bebè
Le spara sempre più grosse il nostro amico dalle aziende “iper perfette” e la metà della legislatura si avvicina inesorabile. Palloni sonda, balle colorate, giochi di prestigio, fumo, effetti speciali, giochi di luce e miraggi in lontananza. Il bollo auto fu infatti abolito virtualmente durante la campagna elettorale di due anni fa se non erro e con lui fu introdotto anche un virtuale bonus bebè. Tutti gli Italiani ricorderanno che hanno smesso di pagare il bollo, che attualmente non lo pagano e di aver ricevuto, coloro che hanno avuto figli, un bonus bebè di circa 1.000 euro. O no?
Berlusconi: «Via il bollo auto a metà legislatura»
Abolizione del bollo su auto, moto e ciclomotori: è questa la "sorpresa" che Silvio Berlusconi annuncia a «Matrix».
E il bonus bebè? Chi ha visto il bonus bebè?
Con la nuova manovra finanziaria torna il bonus bebè. Una misura che dovrebbe costare allo Stato 500 milioni di euro l’anno a partire dal 2009. La sua attuazione potrebbe non figurare nella manovra che il Governo si accinge a varare la prossima settimana, ma essere invece affidata alla Finanziaria 2009- 2011, per entrare in vigore, quindi, a partire dal prossimo anno. Tuttavia, l’ipotesi contempla un provvedimento che parla di un bonus di 1.000 euro per ogni nuovo nato a partire dal 2009.
Si tratta di nuove forme mitologiche o verremo smentiti?
Windows vista meglio di windows 7, come rivalutare il vecchio: la Ultimate in US costa come la Home premium in Italia
E’ stato fatto di corsa (soli 2 anni) e considerando che in Europa costa molto di più che negli Stati Uniti al cambio attuale di circa 1,5 dollari per euro conviene comprarlo on line (ammesso che sia possibile) direttamente dagli State oppure desistere se si pensa che una versione Home Premium, qui in Italia, viene a costare poco meno di una Ultimate negli Stati Uniti. Al cambio: di 1,5 eseguito con la barra laterale di Vista la versione Italiana di Ultimate verrebbe a costare 509 dollari, mica noccioline. Considerato che il software, e quindi anche un sitema operativo, è un prodotto che una volta creato per la sua distribuzione ha solo bisogno di un supporto (cd, dvd e non deve essere ricostruito l’intero prodotto come avviene per le automobili) forse, dico forse, il prezzo è leggermente esagerato. 319 dollari sono ad oggi soli 212 euro, praticamente il prezzo di Home Premium in Italia.
Auguri, sbizzarritevi con i costi degli aggiornamenti.
Questo post è stato scritto con sistema operativo Windows Vista, che sarà lento ma ci vede bene.
Il bel giorno si vede dal mattino: Morgan Stanley torna a guadagnare
38 centesimi ad azione, rispetto ai 7,38 dollari dei tempi migliori. Qualche milione di dollari rispetto ai bilioni. 498 milioni rispetto ai quasi 8 “billlioni”, per la precisione…
Morgan Stanley Returns to a Profit in Quarter – NYTimes.com
The bank said it earned $498 million or 38 cents a share, compared with $7.7 billion, or $7.38 a share, in the quarter a year ago when results were helped by a one-time gain.
Allora speriamo bene…
Giocatori infortunati, ma mercati immensi. Per qualche racchetta in più
La stagione del tennis sembrerebbe non avere termine e dopo la parentesi asiatica (zona geografica povera di tennisti ma numerosa di persone) il circo del tennis torna a giocare nella vecchia e forse consunta Europa. Ma i giocatori sembrano risentire della lunghezza della stagione che, se fino a qualche anno fa vedeva nell’autunno un periodo di semi riposo, ora svolta l’anno con poche soste. D’altronde il mercato, i grandi spazi da conquistare, pretendono il proprio sacrificio da portare in dote: un spalla, un ginocchio, un polso, uno una schiena. Più modesti delle desuete divinità i nuovi Dei si accontentano di meno però: non l’intera persona ma solo un singoli pezzetto alla volta da portare al sacrificio, e poi l’abbondanza sarà distribuita, anche quella non più sotto forma di pioggia che pone fine alla siccità, ma cascata di rilanci mediatici, passaggi televisivi, parole, carta, foto. Il tutto per un pugno di racchette, ammesso che con un pugno se ne possa afferrare più di una, ma ho in mente qualche persona che potrebbe afferrarne almeno tre insieme. E il gioco non si ferma alle racchette ovviamente: esiste tutto un indotto di proporzioni enormi tra abbigliamento, palline, automobili, orologi, gioielleria varia, diritti televisivi.
Allora che le vestali del tempio entrino e rechino seco almeno un menisco.
Il considerevole numero di ritiri che ha segnato buona parte dei tornei giocati in Oriente nelle scorse settimane, ha rappresentato la punta dell’iceberg di un’”insofferenza” già da tempo più che latente nei pensieri di molti giocatori e addetti ai lavori, critici nei confronti di un calendario che metterebbe a dura prova l’assetto fisico, mentale, e di puro intrattenimento perché no, degli abitanti del circo ATP.
Un urlo si leva nel circuito ATP: “Questo tennis è disumano”. Si tratta dell’appello di Rafael Nadal, n° 2 del mondo, che si scaglia contro la lunga programmazione, rea di sottoporre i tennisti a incredibili tour de force senza lasciar loro molto tempo per riposare. “E’ impossibile iniziare l’1 gennaio e finire il 5 dicembre. Ed è impossibile giocare come ho fatto negli ultimi 5 anni, dando sempre il 100% senza particolari problemi”, ha spiegato il mancino di Manacor. Un pensiero che già qualche anno fa aveva espresso Marat Safin e che attualmente è ampiamente condiviso da altri pezzi grossi del circuito, uno tra tutti il n° 6 del mondo Andy Roddick.
Un po’ come la linea Maginot: è sufficiente una chiavetta
Con questo non si vuole certamente fare facili paragoni tra le parti in causa, semplicemente certe strategie o linee difensive dal costo smisurato (60 milioni annui) sembrano essere facilmente aggirabili. Un chiavetta come le Ardenne; virtuali naturalmente.
Parte la sfida a Rai-Mediaset Il digitale terrestre sul decoder Sky – Corriere della Sera
Sky consentirà ai propri abbonati di completare il passaggio alla tv digitale accedendo anche ai canali gratuiti disponibili sul digitale terrestre grazie a Digital Key, una piccola penna Usb con funzione di sintonizzatore Tv Digitale Terrestre che, collegata al decoder Sky Hd o My Sky Hd, consentirà di accedere a tutti i canali in chiaro disponibili sul digitale terrestre in un modo semplice: infatti la chiavetta integrerà nella Guida Tv Sky la programmazione dei canali dtt consentendo di fare zapping su tutta l’offerta digitale in chiaro senza cambiare telecomando.
L’espresso | Piovono rane di Alessandro Gilioli
Per toglierli, la Rai ha rifiutato 60 milioni di euro l’anno per sette anni.
Adesso la Rai ridarà agli abbonati Sky (senza incassare un euro) quei canali che solo tre mesi ha rifiutato di dare in cambio di 60 milioni di euro l’anno.
Che svolta!
Prendere una realtà, anzi più realtà sociali ed economiche, come quella statunitense o quella inglese e cercare di importarle nel nostro paese semplicemente promulgando una legge difficilmente produce i risultati attesi. E’ molto più probabile che la natura della legge e le intenzioni del legislatore vengano stravolte da una condizione sociale e culturale che riesce a interpretare in modo completamente opposto la logica alla base di un provvedimento. Così mentre in Inghilterra in certe occasioni sono i lavoratori a potersi permettere di cambiare lavoro per qualche sterlina in più, in Italia il tentativo di raggiungere la stessa flessibilità del mercato del lavoro diviene un’arma in più nelle mani di chi il lavoro lo offre. Viene comunque da pensare che sia sempre meglio tardi che mai.
Il video dell’Open di Cina. Serve un nano Karen? Un giocoliere, un buffone di corte?
La festa dei miliardari belli e di certi giornalisti che non rispondono.
Dan Brown. Il simbolo perduto. Quando la Mondadori la smetterà di pubblicare minchiate sembrerà spiovuto

Preghiamo
E’ addirittura in prenotazione. Tanto per salvare il salvabile in anticipo, almeno per cercare di rientrare delle spese della prima edizione, per ripagare la benzina delle motoseghe che hanno lavorato per abbattere gli alberi impiegati nella produzione di seicento settecento e più pagine dove codici, simboli, crittografie e oscuri misteri massonici ormai persi nell’oblio dei tempi turbineranno nella mente del povero lettore. Non bastava il Codice da Vinci, Angeli e Demoni, no, ce ne voleva un altro. I figli della Maddalena hanno dato origine a una discendenza, c’è tutta una famiglia di cui parlare, ma d’altronde Dan era stato chiaro: non aveva intenzione di mollare. E’ sempre stato intenzionato a scrivere dei suoi misteri misteriosi e c’è chi gli da credito, chi lo segue nei suoi panegirici tra simboli arcani, codici che nascondono enigmi e verità (scusate se è poco) naturalmente insospettabili. Ma forse c’è una parola sola per definire tutto ciò…
Non rimane che pregare.
“Arrivato a pagina 8 ho chiuso il libro, ho fatto un respiro profondo e ho guardato il soffitto in preda alla disperazione: il libro è terribile. Potrebbe essere candidato tra il novero dei peggiori libri che abbia mai letto. E c’erano ancora 500 pagine da leggere”. Continua…
Viva il tarocco
Quando si leggono certe notizie viene da rivalutare il prodotto taroccato, simile, con solo lo stesso nome sopra. Sembra si tratti di istigazione, nemmeno troppo indiretta, all’anoressia. La modella sostiene di essere stata licenziata per non essere più in grado di indossare i vestiti della Lauren. Forse li fanno un po’ troppo stretti? Si fa di tutto per risparmiare sulla stoffa.
Un metro e settantasette per 54 chili. Sono queste le misure della celebre modella francese ventitreenne, Filippa Hamilton, che però è stata licenziata dalla casa di moda Ralph Lauren perché ritenuta incredibilmente troppo grassa. La ragazza, racconta il tabloid newyorchese Daily News, lavorava con questa azienda dal 2002 e la considerava “una sua seconda famiglia”.
Creduto a bordo di una mongolfiera artigianale mette in allarme il Colorado

La fine del volo della mogolfiera
Il figlio di sei anni di una coppia del Colorado (Fort Collins) è stato creduto a bordo di una mongolfiera costruita artigianalmente che, rotti gli ormeggi, ha bellamente attraversato lo stato americano per venti miglia dalla residenza degli Heene fino ad arrivare in prossimità dell’aeroporto di Denver. Per ore l’intera popolazione dello stato americano è rimasta incollata davanti al televisore per seguire la disavventura del piccolo Falcon (già il nome è tutto un programma). Ma il figlio di 6 anni degli Heene è invece riapparso improvvisamente a casa. Non era mai salito sulla mongolfiera che prima di cadere aveva sorvolato alberi, colline e pianure del Colorado portando con sé nei timori di tutti un ragazzino alquanto vivace, almeno da quello che sembra di capire.
In the early afternoon, the balloon landed near Denver International Airport, but the boy was not in it. At last, near dusk, he was found, hiding in a box in his family’s garage attic, fearful his father would be angry at him for touching the flying machine his father had built in their backyard.
Repubblica Parlamentare e non Presidenziale
Una differenza che inzia a sfuggire. Ma forse è solo un’impressione, considerate tutte le vanterie dell’eletto dal popolo come lo è, del resto, ogni altro parlamentare. Comunque al di là del fatto che certe forme di collaborazione tra organi e cariche dello stato possono avvenire anche se non espressamente contempleate dalla Costituzione quello che emerge è che certe riforme non siano state ancora realizzate, come molte altre del resto.
Quando tutti gli altri sono spompati
Corruzione, soldi, interessi. I nuovi sistemi sportivi e un nuovo scandalo nel calcio europeo
Non seguo il calcio da diversi anni, ma la situazione non sembra migliorare con il tempo. Inganno questa sembra essere la parola più usata nel mondo dello sport: dal calcio alla formula uno per passare anche da molte altre attività sportive.
Dai campionati alla Champions League: sull’Europa del calcio sta per abbattersi un nuovo scandalo. Dopo aver registrato delle irregolarità in 40 partite disputate negli ultimi quattro anni, a novembre la Uefa svelerà “il maggiore sistema di corruzione di tutti i tempi.
Ebbene sì, Roger Federer cambia racchetta. Ma rimane sempre in casa Wilson
Non come Novak Djokovic che dichiara di sentire ancora le differenze, e vince sempre meno. Anche se è in finale a Pechino l’annata non è stata delle migliori.
“E’ stata una grossa decisione, ho cercato di cogliere l’attimo. Sento ancora delle differenze con la vecchia, e vanno fatti degli aggiustamenti, ma non sto dicendo che non mi sia abituato alla nuova. Sono felice della continuità che ho avuto quest’anno, non avrei potuto far meglio”. Via Ubitennis
Con il nuovo attrezzo lo svizzero esordirà a gennaio e probabilmente giocherà lo Australian Open. Solo ricolorata, o leggere differenze?
L’Open di Cina? Naturalmente a Pechino, era inevitabile
Era inevitabile. Sarà sempre di più inevitabile. La tentazione del mercato cinese è superiore a ogni resistenza, a ogni dubbio, a ogni realtà addirittura. Nonostante la scarsità del materiale umano, come direbbe Maxime Debugnì (ammesso che qualcuno se ne sia accorto), vale sempre la pena di tentare. Non che dalle parti di Shanghai siano messi meglio, intendiamoci. Sarebbe invece opportuno tradurre un romanzo (venderebbe milioni di copie), e modificare qualche racchetta seguendo specifiche indicazioni. In oriente non hanno uno straccio di tennista diamogli almeno il Master, anche se per vendere racchette servono tennisti vincenti. E’ sorprendente come in questo paese (l’Italia) lo scetticismo si unisca a una beata e ingenua disconnessione della mente.
Centralizzare l‘incentralizzabile
Internet, accessi, futuro, milioni di proroghe e legge Pisanu.
Via Manteblog.
È come se dopo gli anni ’70 il telefono fosse rimasto alla teleselezione tramite operatrici.


















