The novel of the century: La mano di Rod

Il romanzo capolavoro del secolo, in anteprima sul web, si scarica dal sito ufficiale dell'autore o lo si può richiedere alla mail di questo blog. Chi preferisse la versione cartacea può acquistarla tramite il portale il mio libro. Link a destra.

Andy Murray rompe tutte le racchette dopo la semifinale persa con Roddick

2009 Luglio 5
by Fabrizio, the wings
Questa è quella di Nole, maledizione

Questa è quella di Nole, maledizione

Pat Cash sul Times on line racconta le gesta dello scozzese dietro le quinte del palcoscenico di Wimbledon. Ha rotto tutte le racchette che conteneva la sacca, non una sola.  Sembra che queste Head non funzionino troppo bene, chiedere a Djokovic per una conferma, o allo scomparso (in senso sportivo) Ljubicic. O forse si è trattato solo di un filo di tensione di troppo, chissà…
Andy Murray: still in with a shout – Times Online

“THE information coming out of the Wimbledon locker room isn’t often erroneous, and I’m reliably informed that Andy Murray sought a little solitude after losing his semi-final to Andy Roddick and took out his frustration on the tools of his trade. When he walked in after that match he had a bagful of fully functional rackets. A couple of minutes later they were mangled, broken and consigned to the rubbish.”

Federer vs Roddick, la finale di Wimbledon ci porterà indietro nel tempo, nella noia?

2009 Luglio 4
murray defeat by roddick

La delusione degli Inglesi

Per la precisione al 2004 e al 2005, quando la blanda resistenza dello statunitense permise allo svizzero di vincere il secondo e il terzo Wimbledon consecutivi. Nel 2004 Andy vinse il primo set 64 e da lì camminò verso un tunnel buio all’interno del quale perse sei set consecutivi, perché la finale del 2005 terminò tre set a zero e fu un’apatica e noiosa successione di prevedibilità priva del minimo sussulto emotivo. Inoltre in quel periodo Sky continuò a trasmettere la finale in continuazione, ogni volta che accendevo il tv dell’albergo c’era in onda la partita, già noiosa in diretta, figuriamoci in differita, fu un supplizio.

Di sconfitte Roddick ne vanta diciotto su venti con lo svizzero, lo scozzese Murray è invece in vantaggio sei a due, ma ormai è fuori dal torneo. Vedremo cosa riuscirà a fare lo statunitense domenica. Speriamo di non rivedere la stessa finale differita un’altra volta.

Intanto oggi a casa Williams ci si gioca il piatto dove condire la caprese.

L’incordatura non si riconosce ma gli errori si vedono bene

2009 Luglio 3
errori tensione corde

Errori e tensione delle corde

La sostanziale inabilità a distinguere varie incordature anche fra i giocatori di elite, come discusso nel post precedente (qui), porta con sé una conseguenza di rilevante  importanza se  i giocatori hanno una tensione con cui preferiscono giocare, come indicato nei questionari prima dei test. Anche in questo caso è necessario abbandonare l’abitudine, e cercare di pensare in modo diverso da ciò che verrebbe alla mente da subito. Infatti verrebbe da pensare che il maggior numero di errori aumenti in modo progressivo con l’allontanarsi dell’incordatura dalla tensione preferita del giocatore: più si è lontani dalla tensione ideale e più dovrebbero aumentare gli errori. Invece dagli esprimenti si evince un andamento diverso che a una analisi attenta rivela la sua logicità che non è intuitiva. Nel grafico sono riportati gli errori in relazione al variare della tensione delle corde di cui il giocatore non è messo a conoscenza. Nel  test i giocatori avevano indicato mediamente un tiraggio preferenziale che rientrava tra gli estremi di 245 N (55 libre) e 294 N (66 libre) con la tensione media a 272 N (61 libre). Nel grafico sono indicate anche le tipologie di errore: a rete, in lunghezza, e in larghezza.  Gli errori in larghezza sono molto limitati e rimangono pressoché costanti a indicare che raramente i giocatori hanno rischiato di mettere in corridoio la palla. L’aspetto più interessante invece riguarda gli errori in lunghezza e a rete. Quelli in lunghezza hanno un picco oltre il 25% quando ci si avvicina alle tensioni ideali ma si rimane fuori dal range di preferenza: siccome una macroscopica differenza di tensione è percepibile anche sensorialmente il giocatore, molto probabilmente, presta più attenzione al movimento, cerca di controllarlo di più e riduce il numero di errori in lunghezza con gli errori a rete che rimangono sopra il cinque per cento. Quando invece la tensione è più vicina a quella ideale il giocatore sente il piatto corde molto simile a quello a cui è abituato, anche se non lo è, e inizia a giocare in sicurezza utilizzando uno swing di abitudine e il numero delle palle che escono oltre la linea di fondo sale oltre il 20%, per tornare a diminuire quando realmente la tensione diviene quella abituale di gioco.

Gli errori a rete invece diminuiscono gradualmente, anche perché, come indicato dagli autori dello studio, probabilmente i giocatori di elite preferiscono sbagliare in lunghezza, infatti un palla profonda mantiene l’avversario lontano dal campo e nell’impossibilità di giocare un vincente o prendere il controllo dello scambio. L’aspetto più particole  è la convergenza degli errori a 285 N, dove probabilmente la palla riceve molto meno spinta dalle corde e aumentano leggermente le palle in rete.

Insomma se volte volte essere sicuri di vincere fate in modo che la racchetta del vostro avversario sia incordata due o tre chili sotto la sua tensione ideale, lui non se ne accorgerà ma il punteggio ne risentirà a vostro favore.

Giuro che non l’ho mai fatto. Giuro. E’ solo un’ipotesi romanzesca.

Messa così fa ridere i polli

2009 Luglio 2
by Fabrizio, the wings
the Homer brain

the Homer brain

Il gesto è in genere associato a un risultato e se il risultato è assente, il feed back poco chiaro, ecco che diverrebbe difficile ottimizzarlo e anche attivare le aree predisposte alla memorizzazione e ottimizzazione di un movimento.

Se la struttura muscolare o corporea è inefficiente per il lavoro da svolgere ecco che il movimento si ottimizzerebbe in una classe di rendimento inferiore: efficiente, bello, ma magari da record regionale, o provinciale.
Il titolo dell’articolo di Repubblica, e/o le ipotesi Kielan Yarrow, sembrerebbero invece far passare il concetto che dipenda solo dal cervello, si vede che “fa notizia” come diceva Alberto Tomba.

D’altronde lo psicologo dovrebbe conoscere il suo collega di cui si parla qui.

“Così si allena il cervello a vincere un’Olimpiade” – Scienze – Repubblica.it

“Così si allena il cervello
a vincere un’Olimpiade”

Roger Federer è come noi: non riconosce le incordature. Poche storie

2009 Luglio 1
by Fabrizio, the wings
R. Cross-R Bower

Chiare conclusioni (R.C.-R.B.)

Finora erano solo leggende di cui si sentiva parlare da qualche incordatore, la voce girava ma lo scetticismo le era sempre intorno a stretto contatto, pressante a rinsaldare l’alone mitologico dell’inarrivabile sensoriale. L’eventualità che Boris Becker avesse giocato con due racchette, le stesse che aveva riportato insoddisfatto all’incordatore e che il professionista si era rifiutato di accordare nuovamente, era un ipotesi dal sapore vagamente irreale. Possibile che un professionista non si renda conto della differenza tra due incordature? Sì è possibile. Ora è stato dimostrato.

I test sono stati eseguiti in Australia: sono stati scelti un gruppo di giocatori amatoriali e un gruppo di giocatori professionisti (ranking nazionale e entro i primi 1.5oo del mondo). Tutti i giocatori in un questionario hanno dichiarato di avere accordature che preferiscono, tra le 55 libre (24,9 kg) e le 66 (29.9 kg)  libre e la tensione più diffusa era di 61 libre (27,6 kg).

Le racchette e le corde erano uguali per tutti con l’eccezione del variare della tensione all’insaputa dei giocatori. La palla da colpire era lanciata da una macchina spara palline a velocità costante. I risultati sono stati molto interessanti:

Il 74% dei giocatori professionisti non è riuscita a distinguere una differenza tra  64 libre (29 Kg) e 53 libre (24 Kg) ovvero una differenza di cinque chili.

Solo l’ 11% (nel caso due giocatori) è riuscita a distinguere lo scarto di 6 libre (2.7 Kg., quasi tre).

Di coloro che non hanno passato il primo test solo il 13% è riuscito a distinguere uno scarto di 17 libre (7,7 Kg), mentre 11 giocatori, il 65% è caduto in errore. Il risultato è che più della metà dei giocatori non è in grado di distinguere una differenza che oscilla tra le 47 libre ( 21. Kg) e 64 libre (29 Kg).

Sarebbe da aggiungere che al di sotto di uno scarto di 2,7 chili le possibilità di distinguere la differenza si riducono notevolmente, nonostante una distanza di due chili e forse anche di un chilo possa avere effetti considerevoli sul gioco e soprattutto sul numero degli errori commessi nel corso di una competizione.

Lo studio ha inoltre rivelato che i giocatori di professione, o che lo sono stati, non sono meglio dei dilettanti non occasionali (advanced) nel distinguere la tensione delle corde: tra questi ultimi infatti solo il 18%  distingue la differenza di 15 libre (6 Kg) o meno, e il 37% non identifica una differenza di 22 libre (9,9 chili).

La realtà sembra essere quindi varia e sfaccettata, ma soprattutto più lontana dalle costruzioni emotive e fantastiche delle nostre menti: nel circolo della vostra città potrebbero esserci giocatori che hanno la sensibilità di Roger Federer, e, tra coloro che sono nel tabellone di Wimbledon, qualcuno potrebbe non essere in grado di distinguere una differenza di cinque chili nell’incordatura.

L’umidità, l’aria e il tetto di Wimbledon

2009 Giugno 30
by Fabrizio, the wings

Andy Murray, dopo la lunga e epica (come definita dal Times) battaglia sul campo centrale contro lo svizzero Wrawrinka, con il tetto chiuso e le luci per uno strano indoor sul centrale di Wimbledon, che rimarrà nella memoria come l’inizio ufficiale di una nuova era di tennis sui prati londinesi,  non è sembrato molto soddisfatto del sistema di deumidificazione dell’impianto, e il messaggio sembra chiaro.

But he was not happy in the immediate aftermath of success. “We were sending for towels from the locker rooms because we were sweating so much,” Murray said. “My hands were drenched as though I had been in the bath. I struggled to serve because the ball wasn’t leaving the racket very quickly. After my first service game, I thought they had turned the lights up but the umpire said they hadn’t.”

Ancora sopportabile

2009 Giugno 29
sopportabile

sopportabile

Lo svizzero ha la meglio su Robin Soderling che però lo trascina al tie break negli ultimi due set che finisce per perdere entrambi sette punti a cinque (64; 76 [5]; 76 [5]).  Il caldo sembra ancora sopportabile e l’immagine ci consente di soffermarci sulle falangi, in questo caso non macedoni ma sempre distruttive di Roger, flangine e falangette. Che c’entra? Direte. C’entra, c’entra…

Wimbledon: caldo fino a giovedì e Federer potrebbe non arrivare in finale

2009 Giugno 29
by Fabrizio, the wings
La rimonta del caldo. Apice mercoledì primo luglio

La rimonta del caldo. Apice mercoledì primo luglio

Al contrario delle condizioni meteorologiche che si sono verificate per la finale del Roland Garros, che hanno visto cielo coperto, una temperatura che non superava i diciassette gradi e una pioggerellina sottile, quasi vaporizzata su Parigi, la ripetizione dell’incontro tra Federer e Soderling si giocherà in condizioni totalmente diverse: temperatura sui 28 gradi e rimonta dell’anticiclone africano fino lambire l’isola oltre la manica. Queste condizioni rimarranno almeno fino a giovedì, e il picco di caldo si avrà nella giornata di mercoledì primo luglio. Probabilmente le situazioni di gioco dovute al meteo metteranno in evidenza anche piccole imperfezioni nella preparazione atletica dei giocatori e se lo svizzero dovesse soffrire il caldo, come ipotizzato, le difficoltà per avere la meglio dei suoi avversari aumenterebbero con la stessa progressione con cui la gobba africana alto pressoria si sta avviando a inglobare l’isola natale di William Shakespeare.

Intanto oggi Federer e Soderling scenderanno in campo per primi: alle 13.00 (ora inglese). Certo in Spagna sarà più caldo; l’Inghilterra è in una latitudine molto più fresca. Staremo a vedere.

Michael Jackson: il mistero di come sia rimasto in vita fino a 50 anni

2009 Giugno 28

Il vero mistero non credo siano le cause della morte, ma la straordinaria longevità di un uomo che, dopo aver assunto farmaci di ogni tipo (compresi quelli per lo sbiancamento  dell’epidermide, si può iniziare in un modo e finire in un altro è un questione di pelle) e aver completamente trasfigurato se stesso, è riuscito a trascinare la sua vita fino alla tarda mezza età. Ma si faranno ancora molte ipotesi varie e articolate pur di vendere qualche copia in più, alimentare il mito, ideare leggende. A proposito, chi sono gli eredi?

“Cambiare pelle”. E´ il titolo di un´inchiesta che la rivista Volontari per lo Sviluppo ha dedicato nel settembre scorso ai prodotti sbiancanti per le pelle (ma anche alle creme abbronzanti). “I procedimenti utilizzati per schiarire la pelle sono diversi” – scrivono Jean David Mihamlè e Silvia Pochettino – “ma a causa dei costi elevati la maggioranza delle donne si arrabatta con il fai da te… Candeggina, mescolata a diluente cellulosico e sapone acido è una delle ricette personali più in voga. Altra soluzione molto usata è il quinacore, prodotto diffuso in Camerun, destinato alla cura dei reumatismi che ha, tra gli effetti collaterali, proprio quello di schiarire la pelle. Così le donne si fanno iniettare forti quantità di quinacore per ottenere una pelle più chiara”. Commenta il professor Clement Mbom, dell´università di Yaoundé, intervistato da Volontari per lo Sviluppo: “L´infatuazione delle donne camerunesi per la depigmentazione della pelle si spiega con ragioni storiche, psicologiche e sociali. La schiavitù e la colonizzazione sono state vere imprese d´alienazione. Hanno inoculato negli africani complessi d´inferiorità in rapporto agli europei. Il bianco era presentato come modello al quale doveva riferirsi in ogni circostanza”. Quarant´anni di indipendenza non sono bastati per cambiare mentalità. La rivista Volontari per lo Sviluppo è distribuita su abbonamento (contributo annuale: 35 mila lire). Per maggiori informazioni contattare la redazione allo 011/8993823. www.arpnet.it/volosvi

Aggiornato dopo la pubblicazione.

Francesca Schiavone al Big Monday, da sola

2009 Giugno 28
The big monday

The big monday

Entrambe sconfitte evitabili quelle di Flavia Pennetta e di Andreas Seppi. Ma non sono state evitate a causa di errori tattici evidenti come è stato osservato dall’ottimo Ubaldo Scanagatta sul sito Ubitennis: Andreas, che due giorni fa aveva sprecato l’occasione di vincere il quarto set prima dell’oscurità, non ha giocato un solo lungo linea di rovescio lasciando a Andreev la possibilità di dimenticarsi totalmente dell’esistenza di una parte del campo da tennis. Flavia si è sempre fatta trovare con le piante dei piedi solidamente attaccate al terreno sulla risposta alla prima di servizio della Mauresmo. Insomma i colpi ci sono ma è mancata la lucidità per gestire le partite con la tattica.  Naturalmente da dietro a un pc è tutto più facile, però almeno un lungo line, uno, uno solo; non smettere di saltellare quando la racchetta dell’avversario incoccia la palla. Rimane solo la Schiavone a questo punto, e speriamo che faccia tesoro degli avvenimenti passati.

Italiani al Grande Lunedì

2009 Giugno 27
by Fabrizio, the wings
Wimbledon 2009

Wimbledon 2009

Ce l’ha fatta Francesca Schiavone che, dopo aver sconfitto la francese Bartolì, approda per la prima volta negli ottavi di finali del torneo londinese (the big monday) incontrerà Virginie Razzano. La francese è più su di lei in classifica, ma la partita non si presenta , almeno sulla carta, totalmente preclusa. La Pennetta, invece, incontra oggi la Mauresmo, che nonostante certe caratteristiche anatomiche  di cui mi hanno riferito, nell’ultimo anno non è sembrata poter rinverdire gli antichi fasti, quindi speriamo bene, perché Flavia ce la può fare. E’ stata invece fermata dall’oscurità la potenziale rimonta di Andreas Seppi contro il russo Andreev. Ubaldo Scanagatta scrive che bisognerebbe giocare più spesso il lungo linea e allora usiamo questo benedetto lungo linea, anche se ci saranno tutta una serie di difficoltà psicofisiche dovute dal riprendere una partita interrotta sul 5-5 del quarto set. Scaldarsi bene prima, anche più di una buona mezz’ora.

Federer perde un set ma poi domina, Djokovic avanza anche lui vincendo facile in tre set, Murray fa fuori il simile di “malpelo” e c’è molta attesa sull’Angloscozzese. Ivo karlovic, l’uomo che oscura il manico, prende a randellate di servizio Tsonga; meno male perché se la metteva sull’agilità sarebbe stata un lotta dura, anche se il francese, anche lui, si porta a spasso un fisico da peso massimo. Oggi si sapranno i nomi di tutti i qualificati agli ottavi. Domani: never on sunday.

Pubblicare “La mano di Rod” con “il mio libro”

2009 Giugno 26
la mano di rod il mio libro

La mano di Rod

Da ieri il romanzo “La mano di Rod. Il tennis e le scienze del caos”, per chi non sa rinunciare al piacere di sfogliare la carta è disponibile sul sito “il mio libro” al prezzo di 18,5 euro. La versione in formato pdf (gratuita) si può scaricare dal blog o richiedere all’e-mail in alto a destra.

Coloro che hanno acquistato la vecchia stesura nell’ultimo anno, qualora fossero interessati alla nuova versione (quella plus), per regalarla o tenerla nella libreria di casa, possono richiederla direttamente alla mia e-mail, la riceveranno al prezzo di stampa della singola copia, più le spese di spedizione. Non ci sarà nessun tipo di ricarico.

Le prime impressioni sul servizio offerto sono positive: i tempi non si calcolano in ere geologiche come quando ci si affida alle case editrici classiche  e i costi per la stampa sono contenuti.

Se si considera che per stampare una copia del romanzo (più di quattrocento pagine) sono necessarie una risma di carta e più di una cartuccia d’inchiostro abbiamo un quadro chiaro della situazione. Se si aggiunge che una rilegatura ad anelli costa circa tre euro i vantaggi offerti sono evidenti, a mio parere.

La copertina è una di quelle standard, ma la struttura frattale dell’albero non mi dispiaceva.

Non si azzardi a bere acqua del rubinetto!Non qui!

2009 Giugno 24
by Fabrizio, the wings

Andy Murray viene invitato dal giudice arbitro a togliere l’etichetta dalla sua comune bottiglia d’acqua, perché lo sponsor ufficiale del torneo di Wimbledon nel 2009 è l’acqua Evian: particolare, delicata, sofisticata, per pochi. L’acqua più acqua dell’acqua. Anche se ha un residuo fisso di 309. Ce ne sono con 14 o 22 (Lauretana, Voss dalla Norvegia). Meno sassi si beve e meglio è. L’acqua Sant’Anna ha il residuo fisso del 23,1 ed è consigliata anche per fare il latte artificiale per i neonati. Qui trovate un elenco. Potere dello sponsor e lo scozzese appare perplesso…

Evian-sponsor-of-Wimbledon

Guardi sarebbe preferibile che lei bevesse altre acque...

Nadal non giocherà Wimbledon, ma era un rischio da correre

2009 Giugno 20
by Fabrizio, the wings
Nadal saluta il pubblico. In questa foto c'è tutto altro che dooping

Nadal saluta il pubblico. In questa foto c'è tutto altro che doping

L’ultima settimana di giugno lo spagnolo Rafael Nadal non scenderà in campo sul centrale di Wimbledon, dotato di tetto trasparente, per difendere il titolo conquistato nella finale dello scorso anno terminata all’imbrunire con il tempo scandito dai suoni cupi di sfere gialle su un piatto corde.  Se si ricordano le precedenti stagioni dello spagnolo ci si accorge che, nell’arco della stagione annuale, ha sempre avuto  periodi più o meno lunghi di riposo, spesso durati per mesi interi: un paio di anni fa si eclissò durante l’estate americana, e il periodo invernale in genere non era mai stato il tempo della sua migliore forma fisica. Ma quest’anno la vittoria del primo slam della stagione lo ha aveva quasi costretto a tentare di cercare di mantenere l’efficienza  del fisico per il periodo prolungato di tutta la stagione, o quasi, almeno fino  Wimbledon. Infatti se fosse riuscito nel suo intento avrebbe avuto davanti a sé luglio e agosto per concentrarsi sullo US Open. Ma il maiorchino non ce l’ha fatta: i ginocchi, che gli danno fastidio da diverso tempo, lo hanno abbandonato all’inizio del torneo inglese. La strada per riprendersi il titolo di Wimbledon sembra ora più semplice anche se un occhio va sempre tenuto su Andy Murray recente vincitore del torneo del Queen’s, che uno scozzese non vinceva dal 1938, o un inglese considerato che ha vinto. A Rafa, a questo punto, non rimanere che riposarsi e preparare con scrupolo l’ultima prova dello Slam: lo US Open. Se riuscisse nell’impresa di vincerlo completerebbe anche lui un Grande Slam di carriera, come viene definita la vittoria di tutti e quattro i tornei nell’arco di anni diversi.  Se l’eventualità dovesse verificarsi, aggancerebbe subito Federer, e in un solo anno ai cinque storici (Budge, Laver, Perry, Emerson, Agassi) se ne aggiungerebbero due: uno c’è già, l’altro per ora è solo un’ipotesi. Tutto sommato può esseresi trattato di un rischio calcolato che valeva la pena di correre.

Il digitale terrestre è un ottimo motivo per buttare definitivamente la tv

2009 Giugno 17
by Fabrizio, the wings
Il forte impulso del digitale terrestre

Il forte impulso del digitale terrestre

Buttarla nel cassonetto dell’immondizia, anzi andrebbe considerato un rifiuto speciale da smaltire con la massima cura dopo aver separato i vari pezzi. E’ costato agli italiani una quantità di soldi che sarebbe opportuno precisare in modo accurato da parte delle istituzioni; non è interattiva, non è on demand, ci vuole un decoder oltre all’antenna e rimane la stessa televisione di prima. Non è possibile controllare l’informazione o incrociarla, sentire un’altra campana e quindi formarsi le proprie idee, ultimamente afferma cosa tutte da verificare successivamente; il film sono sempre gli stessi; è piena di propaganda politica spudorata; spesso disinforma. Basti pensare che nelle ultime affermazioni che sono uscite dagli altoparlanti della scatola nera figuranti dal titolo pubblico hanno affermato che si tratta di un processo che ha coinvolto addirittura gli Stati Uniti. Eilà! Si trattava di un ministro? Ma non avevano la tv via cavo dagli anni quaranta, e una volta che ci sono i cavi forse è tutto più semplice, specialmente se si volesse far passare web e tv come ormai cercano di fare tutti gli operatori che erano telefonici. Iniziare a scavare è più  difficoltoso invece, aprirebbe molte strade alla concorrenza, e si perderebbero molti vantaggi. Insomma che il web faccia il web e non si azzardi a integrare la tv, cribbio. Poi personalmente sono stanco di vedere  figli, nipoti, parenti collaterali, affini, nelle solite riunioni di famiglia.

Ma si può continuare il sistema non si può centralizzare. Quindi ci vuole un decoder per ogni televisore. Il progresso, l’avanguardia è difronte a noi.

Il tennis e la teoria del caos. The woody e Federer re nel deserto?

2009 Giugno 16
Una racchetta di legni anni '20

Una racchetta di legno anni '20

Da prima che Roger Federer conquistasse, finalmente, il tanto sofferto torneo parigino ci si chiedeva se fosse da considerare il più forte di tutti i tempi. Ora che è riuscito a portare nel salotto di casa la coppa dei moschettieri l’argomento è tornato fervente su tutti i giornali nazionali e internazionali, sui blog e nelle discussioni nei bar dei circoli di tennis.

Il limite e la volontà di superarlo, la frontiera, la ricerca, il desiderio di perfezionamento sono caratteristiche connaturate nell’uomo, forse più che nella donna, se si considerano associate a una forma di agonismo esasperato, di ricerca quasi ossessiva del superlativo, del desiderio supremazia oltre ogni tempo, spazio, luogo, e distinzione. Certi animi si nutrono della ricerca di qualcosa di più grande, di super, di iper (anche nel caso dei supermercati). Quello che sembra perdersi per strada nella salita che fa venire il fiato grosso verso l’Olimpo dell’ennesimo record da superare è spesso la capacità razionale di fare dei distinguo, e si finisce per usare due pesi e due misure, o, peggio, la stessa unità di misura per categorie diverse: si misurano i chili, o si pesano i metri. I paragoni sono molto utili e aiutano ad approfondire l’analisi di ciò che ci circonda, a comprendere a pieno la complessità di un modo che fa della differenza e della capacità di differenziarsi la sua forza vitale, ma è proprio questa caratteristica essenziale della realtà dovrebbe suggerire di non esagerare, o almeno di usare categorie e analogie in modo che si compendino a vicenda.

read more…

Murray vola in finale al Queens, mentre imperversa la diatriba su chi sia il più forte tra Sampras e Federer

2009 Giugno 14
by Fabrizio, the wings
Lo scozzese Handy Murray

Lo scozzese Andy Murray

Sul sito di Ubaldo Scanagatta è in in atto un interessante dibattito su chi sia il più forte tra Sampras e Federer e si discute un po’ di tutto con tutti i mezzi a disposizione: logica, deduzione, paragoni, ipotesi. La filosofia è di rimando, la  fisica suggerisce, la matematica rassicura, anche se forse alla fine la spunterà Godel, credo, con il suo lavoro sull’incompletezza. Articolo e discussione meritano, e dimostrano che il miglior veicolo per la divulgazione scientifica è lo sport, meglio di tutti il tennis.
Mentre si discute le mie preferenze tennistiche, consolidatesi fisicamente al sole della Spagna, hanno raggiunto la finale al Queens. Andy Murray incontrerà un James Blake resuscitato dalle ultime delusioni: negli ultimi mesi infatti sembrava scomparso quasi evaporato e il suo tennis dai colpi piatti e rschiosi era diventato inefficace per i troppi errori.
Ubitennis – Federer più forte di Sampras

Grass grows on Andy Murray – Times Online

Ubitennis – Andy Murray: “prima” su erba

Dal Dalai Lama a Gheddafi il passo è breve.

2009 Giugno 11
by Fabrizio, the wings
Il Dalai Lama ride

Il Dalai Lama ride

Il progresso di una nazione, la sua idealità e il suo spirito si vedono da chi viene invitato a parlare in parlamento o al senato, o da chi si decide di incontrare in queste sedi o altrove. Chi parla lì in parlamento è lo specchio di chi è seduto ad ascoltare.  Gli inviti dipendono da coloro che vi siedono e dal senso dello stato che possiedono. Ma anche dalla realpolitk che cercano di mettere in atto i personaggi nebbiosi che siedono in parlamento e ricoprono cariche politiche che sembrano degli astuti strateghi a lungo termine dei lungimiranti tessitori di argute strategie di politica internazionale. Per non inimicarsi la Cina Frattini pensò astutamente di non incontrare il Dalai Lama e Prodi non lo invitò a parlare in parlamento, ma per dare al mondo l’immagine di un paese è sufficiente invitare il colonnello Gheddafi, al quale questo governo a regalato milioni di euro permettendogli di continuare a speculare sui viaggi dei clandestini. Qualcuno forse crede che faccia qualcosa per fermare veramente questo tipo di sfruttamento? Il colonnello Gheddafi? Frattini si dia un’occhiata intorno, osservi la realtà e ne parli poi con il primo ministro. Approfonditamente. Poi un respiro profondo insieme a Prodi: un tantra, un mantra. Espirare, meditare, ossigenare.

E speriamo che gli USA non se la leghino al dito, se no altro che complotto. Intanto il Dalai Lama se la ride di certe prelibate astuzie.

Cose mai viste nel tennis lasciano molti dubbi. Perché non ci sono regole tantomeno controlli? Perché la stampa tace?

2009 Giugno 10
by Fabrizio, the wings
Dimmi su che punto della curva giochi e ti dirò che giocatore sei

Dimmi su che punto della curva giochi e ti dirò che giocatore sei

Un certo tipo di negligenza (se di negligenza si tratta) mi ha messo in condizione di dire tutto ciò che voglio. Nessuno può invitarmi a smettere, anzi chi è ai vertici di questo sport sarà costretto a dare spiegazioni non solo a me ma a tutti gli spettatori e ai giocatori, del passato e del presente. In nessun altro sport avrei potuto spingermi tanto avanti: sarei stato fermato da un regolamento, da un serie di controlli che avrebbero stabilito un confine tra la realtà e la fantasia. Ma questo non è accaduto nel tennis dove le blande regole non sono assolutamente controllate. Questa realtà può dare adito a ogni sospetto e a ogni dubbio. Si sono infilati in un vicolo cieco, forse forti del fatto di essere considerati marginali e alla presenza di giornalisti internazionali che mi sembra non abbiano approfondito più di tanto certi aspetti di cui si è sempre parlato ma in modo sempre fuggevole, come se certi argomenti fossero scomodi, quindi da accantonare o da non approfondire, e per non essere approfonditi si danno per scontati, facendoli passare come qualcosa di risaputo non più degno di attenzione. E’ una tecnica che funziona. Conniventi o semplicemente superficiali? E’ una domanda la mia.

Le racchette hanno cambiato il gioco. Si sa e non c’è altro da aggiungere. Questo è l’atteggiamento che sembra predominare: fatalismo arrendevole. Ebbene lo hanno cambiato questa cosa è evidente. Dobbiamo domandarci se lo hanno cambiato a tutti o meno, dobbiamo chiederci se tutti i giocatori sono oggi in possesso della migliore attrezzatura per giocare a tennis. Per carità la mia è un domanda, ma non sono disposto a credere a nessuno sulla fiducia.

Prove dello Slam

Un albo d'oro semplificato

In un post precedente ho evidenziato che anche per uno strumento molto più semplice di una racchetta come una mazza da baseball ci sono delle differenze, che possono essere anche sostanziale, sopra a tutto quando, come nello sport moderno, i livelli competitivi sono molto serrati. Riporto ancora una volta il grafico nel quale appare chiara una finestra di rendimento che si manifesta nella velocità della palla in uscita. Ora è  ovvio che se alcuni giocatori sono messi in condizioni di giocare all’interno della forchetta e altri sono (volutamente? casualmente?) ai lati esterni della curva i primi riporteranno dei vantaggi ripetuti per tutto l’arco della gara. Tali vantaggi gli permetteranno anche di acquisire una sicurezza di gioco maggiore, specialmente quando incontrano i più sfortunati che non sono in condizione di esprimere al meglio il loro valore. Nel baseball un giocatore potrebbe riuscire a girare qualche fuoricampo decisivo in più che nell’arco di una carriera potrebbero essere qualcuno in più di qualche.

Nel tennis le variabili sono ancora di più: ci sono le corde, i materiali, la grandezza del piatto e infine le nanotecnologie. Ma nonostante questo non ci sono regole e non ci sono controlli. Ogni giocatore è andato fino a ieri in campo con ciò che voleva e continuerà a farlo. La cosa più naturale è quindi chiedersi se tutti i giocatori sono in condizione di giocare sul punto ideale di una curva di rendimento come quella presente in questo post.

Tranquillizzatevi non ce lo diranno mai.

Una constatazione che credo appaia normale, ovvia, addirittura quasi scontata, è che c’è una grande differenza nel tentare di modificare una racchetta da soli, come avveniva con le racchette di legno o con le prime in kevlar e grafite (primi anni novanta), o costruirle utilizzando sofisticati macchinari. Un conto è attaccare una striscia di nastro piombato e un altro è testare swing, effetti, velocità, e rendimenti in un laboratorio. Tranquillizzatevi non ce lo diranno mai che differenza c’è, anzi qualcuno potrebbe sostenere che più o meno sia uguale. Più o meno? Ci sarebbe da chiedersi.

read more…

Federer non è il miglior tennista di sempre. Parola di Rod Laver

2009 Giugno 9

Ritornerò sull’argomento ma credo proprio che abbia ragione Rod Laver. E’ sufficiente leggere un romanzo. L’intervista è ai link sotto.

Federer not the best ever, says Laver

Rod Laver doesn’t believe that Roger Federer is the greatest ever tennis player.

Pianeta Tennis – Laver-Federer, evoluzione della specie

Roger Federer è il più grande tennista di sempre». Ma dall’Australia arriva la voce di uno che ha più diritto di ogni altro di dire la sua. «Ogni campione appartiene alla sua epoca, sei il più forte del periodo in cui hai giocato. Non è colpa di Federer se sono stato fermato per cinque anni. Dico che il titolo simbolico va diviso a metà: lui per l’era moderna, io fino al 1968.

Non male, credo non male. Merito anche vostro

2009 Giugno 9
by Fabrizio, the wings

Dopo più di un anno e mezzo di blogging (si dice così?) i risultati non sono stati malvagi. Il blog è raggiunto da un discreta quantità di visitatori giornalmente e i commenti totali hanno superato i 1416 (forse non moltissimi ma dato l’argomento credo si tratti di una situazione spiegabile).  Nell’ultimo mese sempre intorno ai 400. Il tracollo a destra mi auguro sia dovuto al fatto che sono ancora le otto del mattino di un martedì di inizio giugno. Ma se continuate a seguirmi ho ancora qualche sorpresa in serbo: il numero di un brevetto, per esempio. Nel frattempo mi sto guardando intorno, per cercare quella barca da gamberi. Lo spam si conta a badilate, ma andiamo avanti così. In fondo qui non c’è nessuno dietro: né redazioni, né nomi conosciuti, né agganci mediatici con testate giornalistiche. Ringrazio tutti i fiancheggiatori di passaggio.

Accessi giornalieri

Accessi giornalieri

Accessi settimanali

Accessi settimanali

Accessi mensili

Accessi mensili

Mi sa che adesso acquisterò una barca per gamberi: una Bubba Gump Gamberi

2009 Giugno 8
by Fabrizio, the wings

Anche se all’inizio non verrà su nemmeno un gambero

Bubba Gump Gamberi

Bubba Gump Gamberi

Chi ha incastrato Roger Federer?

2009 Giugno 7

chi ha incastrato Roger Federer

Se oggi pomeriggio perderà non raggiungerà il suo obiettivo di vincere tutti gli slam, ma se dovesse vincere legherebbe la realtà  a un romanzo, per sempre. E’ in un cul de sac.

Personalmente spero che vinca, anche se un po’ di turbolenza in più può sempre starci, viviamo in un sistema aperto dopo tutto. La realtà.

Ma chi ha lo ha incastrato?

Un gruppo di scienziati a Santa Cruz che costruivano le loro apparecchiature da soli (tollerati ma poco finanziati) e facevano girare equazioni non lineari su un vecchio computer analogico? Ogni singolo punto successivo sembrava casuale ma la forma che si disegnava sullo schermo incantava, irretiva gli occhi tra le linee di un disegno nuovo.

E’ stato un rubinetto gocciolante che rispecchia una periodicità insospettabile? Una linea di confine frattale, indefinita? Sono state le scienze classiche con la loro linearità rassicurante?  La cristallizzazione di un fiocco di neve?  E’ stato forse uno scrittore che ama collegare, unire, e ipotizzare? Sono stati dei preprint rilegati in proprio di scienziati che amavano soluzioni ardite? Sono state forse tutte queste cose insieme, unite nella loro interdipendenza da un soffio leggero, un battito d’ali, una condizione sensibile.

Qual’è l’attrattore più vicino a noi?

Una bandiera che sventola, il ritmo delle onde che si frangono sulla spiaggia, il movimento nervoso di una batticoda, l’occhio guizzante nel buio di un felino. La carriera di un tennista.

p.s. Le date, i numeri, e gli andamenti dei risultati degli ultimi tre anni concordano in modo univoco. Sin dalla prima stesura del 2006 sembrava che tutto dovesse riunirsi in una forma distinguibile solo a lungo termine, negli anni e con il tempo. La seconda stesura è stata terminata ad aprile 2009 e messa on line a maggio.

Robin Soderling: quei diabolici riflessi

2009 Giugno 6

Un grazie a chi sa. Dalle foto mi è venuta l’idea e  ho fatto qualche ricerca, e forse le luci e i riflessi aiutano. ;-) Ma sopratutto gli occhi chiari sono evidenti. (Si veda i commenti al post precedente)

A diabolic shining

A diabolic shining

Caro Roger Federer, qualora tu dovessi riuscirci sappi che la storia era già stata scritta da me

2009 Giugno 6

Sembrerebbe trattarsi di uno strano caso di realtà che insegue il romanzo, un caso particolare di fatti tratti dalla letteratura. Se si dovesse verificare sarebbe opportuno che si scrivesse in sovraimpressione che ogni fatto realizzatosi al Roland Garros  del 2009 è liberamente ispirato al romanzo “La mano di Rod”.

Dopo la vittoria in cinque set contro Del Potro Roger Federer sembra avviato a eguagliare l’impresa dei magnifici cinque del tennis che sono riusciti a vincere tutti e quattro i tornei del grande Slam: Don Budge, Rod Laver, Fred Perry, Roy Emerson e Andrè Agassi dieci anni fa nell’era di un tennis definibile moderno, anche se non moderno fino a quello di oggi.

Tra l’altro anche l’assenza del Grande Slam a distanza di quarant’anni sembra essere ispirata al Romanzo, se continua così dovrò chiedere i diritti a qualcuno

Ecco lo stralcio del romanzo scritto  a fine  2008.

Il grande slam

C’e la farà il nostro eroe qualche anno dopo?

Arco di trionfo

Ma il nostro intento è diverso. A noi importa poco dei record e della storia. Invece è  molto più interessante spiegare l’evoluzione di un sistema, l’attrattore, e relative turbolenze.

Se l’evoluzione è il Grande Slam le turbolenze (a volte di nome Nadal) possono impedirne la realizzazione, ma se la tendenza verso quell’evoluzione è consistente diviene molto probabile che i quattro tornei vengano vinti comunque, anche se non nello stesso anno. Robin Soderling permettendo, ovviamente. La finale si giocherà domani 7 giugno 2009, oggi è il 6.

Non sono Nostradamus.

Per quanto riguarda i quattrodici slam di Sampras…beh…quelli forse prima o poi.

Peso della racchetta, velocità dello swing e velocità della palla

2009 Giugno 5

Lo studio riguarda in modo specifico il baseball, ma i risultati sono ugualmente molto interessanti, a mio giudizio, e forniscono dati e spunti di analisi che meritano un approfondimento.

Per quello che riguarda il tennis ci sono da aggiungere ulteriori variabili: grandezza del piatto corde, tipologia della corda, e tensione della stessa. Tali aspetti non fanno altro che aumentare la complessità del modello, ma credo che se consideriamo costanti le caratteristiche del piatto e delle corde potremmo addentrarci in una similitudine non troppo distante dalla realtà. per il momento limitiamo il modello e analizziamo la relazione tra tre sole caratteristiche: peso dello strumento, velocità della palla dopo il colpo, e velocità dello swing.

Tutti sanno che muovere una mazza da baseball, una racchetta o comunque un oggetto più pesante comporta delle difficoltà in più rispetto a un oggetto più leggero. Un racchetta più leggera può essere mossa ad una velocità più veloce rispetto a una racchetta più pesante. A questo punto diviene fondamentale chiederci quali possono essere i vantaggi di avere un swing più veloce o una racchetta più pesante. Per vantaggio dobbiamo considerare l’effetto del colpo sulla pallina, valutabile in velocità della stessa, o nella sua rotazione su se stessa.

Atleti Major League, velocità palla

Atleti Major League, velocità palla, finestra di rendimento

Gli studi evidenziati nei due grafici (Daniel A. Russell Kettering University, Flint, USA) evidenziano un risultato che è in disaccordo con il senso comune. La massima velocità della palla dopo il colpo non si ha quando la velocità dello swing è elevato e la mazza leggera, e nemmeno quando l’attrezzo è pesantissimo perché la velocità del movimento si abbasserebbe drasticamente, ma c’è una finestra di rendimento dove l’aumento di peso abbassa leggermente la velocità dello swing aumentando sensibilmente la velocità della palla in uscita. La line blu che segna la velocità dello swing diminuisce e la velocità della pallina, evidenziata dalla linea rossa aumenta. Nel primo grafico si può anche notare che andando sulla parte destra del grafico non c’è un abbassamento radicale delle due curve, ma solo una graduale riduzione. Questo avviene se si prendono in esame i giocatori adulti o della Major League.

Nei ragazzi di dieci anni con l'aumento del peso si ha il drastico calo della velocità dello swing

Nei ragazzi di dieci anni con l'aumento del peso si ha il drastico calo della velocità dello swing

Nel secondo grafico che invece prede in esame ragazzi di dieci anni la finestra di rendimento è sempre in un punto in cui la mazza è relativamente più pesante ma se ci si sposta sulla destra degli assi cartesiani si nota un radicale abbassamento, quasi un tracollo, delle due curve. Questo è dovuto al fatto che mentre un giocatore allenato possiede una muscolatura in grado di sostenere un attrezzo via via più pesante un ragazzo di dieci anni non ha tale capacità muscolare.

Tennis

Ritengo che le cose non siano eccessivamente diverse nel tennis. Quello che nel baseball si esprimere in velocità della palla (corrispondente a un colpo piatto con la racchetta) nel tennis presumibilmente induce una maggiore rotazione impressa dal piatto corde (top spin o back spin, kick nel servizio). Quale è allora la racchetta migliore? Forse la risposta a questa domanda non è una risposta assoluta ma da mettere in relazione a ognuno di noi, anche se in linea generale potremmo affermare che la racchetta migliore è quella che riduce leggermente la velocità dello swing, ma non fino al punto in cui si perde il vantaggio di un aumento del peso.

Australiani al sole

2009 Giugno 4
Samanta Stosur, in semifinale al Roland Garros

Samantha Stosur, in semifinale al Roland Garros

Il segreto di un buon tennista è stare al sole, meglio se quello australiano, può andar bene anche la luce della California, ma è necessario non essere autoctoni, bensì provenire da altri luoghi e diverse latitudini. L’australiana Samantha Stosur incontrerà in semifinale la Russa Svetlana Kuznestova che ha sconfitto in tre set l’altra caterpillar Serena Wiliams che nel loro quarto di finale si sono prese letteralmente a pallate. Dopo varie vicissitudini, causate da problemi di salute, l’australiana sembra aver ritrovato una buona forma fisica e un buon tennis. Nell’altra semifinale si incontreranno la numero uno, Dinara Safina, e Dominika Cibulkova. Chissà dove è finita la cinesina che a Roma ha dato del filo da torcere alla Safina?