L’affaire Travaglio Schifani. Cerchiamo di fare chiarezza.
Maggio 13, 2008 — lealidellafarfalla
La calunnia
Credo che della vicenda siano tutti informati. E’ di qualche ora fa la notizia che il Presidente Schifani ha dato mandato ai suoi legali, ne ha più di uno, per procedere giudizialmente nei confronti di Marco Travaglio. Il testo virgolettato attribuito forse a Schifani forse a uno dei suoi avvocati, non si evince bene dall’articolo, è questo: agire giudizialmente nei confronti “delle affermazioni calunniose rese nei giorni scorsi nei riguardi della sua persona”. Il reato di calunnia è molto difficile che si configuri, perchè il Codice Penale prevede che si debba incolpare qualcuno di un reato che non ha commesso e non di semplici eventuali conoscenze o amicizie. Lo stesso codice prevede che il reato si concreta con una denunzia, querela, richiesta o istanza, [...] diretta all’autorità Giudiziaria. Mi sembra quindi molto difficile che dalle frasi del giornalista Travaglio si possa procedere penalmente in questa direzione e, forse, si voleva fare riferimento al reato di diffamazione, che è di più “semplice” configurazione, anche se ho l’impressione che ne verranno scritte molte, troppe, di carte contenenti deduzioni e controdeduzioni, che spazieranno tra il lombrico, la muffa e i loro archetipi significati. Ma dalla vicenda si evince che, almeno da quanto riportato sui mezzi di stampa, sembra si siano smarrite le basi del diritto penale, senza le quali è difficile superare l’argine di uno degli esami più ostici di giurisprudenza: Diritto Penale, che insieme a Civile e a Amministrativo costituisce una delle tre colonne portanti del nostro ordinamento giuridico.
Caso Travaglio, Schifani presenta querela
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La calunnia
Dr. Alessandro Ludovici
Il contraddittorio. Read the rest of this entry »
Insignificanze e Uragani
Quando il piccolo evento è ai limiti del trascurabile, ma il grande non può essere ignorato. Opinioni su piccoli e grandi avvenimenti.
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E’ il premio per il miglior grande fratello, ovvero chi, azienda, ente pubblico o persona fisica si avvicina maggiormente alle linee di controllo esposte nel famoso romanzo di George Orwell 1984. Da Bruno Vespa a Frattini, al Ministero delle Finanze a Yahoo c’è da divertirsi. I premi assegnati sono cinque:
Roger Federer è stato sconfitto in due set da Radek Stephanek il quale nel computo globale dei punti ne ha realizzati due in meno: 84 a 86. Nel tennis sono cose che possono succedere, capitò anche a Stephan Edberg contro Michael Stich nella semifinale di Wimbledon del 1991 persa 64 76 76 76 senza che lo svedese cedesse mai il servizio. Vidi giocare Stephanek per la prima volta al torneo di Milano nel 2003 e in quel periodo era considerato uno specialista del doppio, ma le qualità che potei apprezzare lo portarono negli anni successivi ad entrare tra i primi 10 del mondo. Le abilità di gioco al volo, perfezionate negli anni, gli hanno permesso oggi di sconfiggere Federer che dopo l’eliminazione di Nadal era da considerare, tutto sommato, il favorito del torneo. Il tentativo volontario o inconsapevole di rendere il gioco moderno sempre più monocorde e da fondo campo, perchè anche lo svizzero non è da considerare un attaccante puro, seminando loietto sui campi di Wimblendon, alleggerendo le racchette, e allargando il piatto corde, sembra evidenziare la mancanza di abitudine dei giocatori (non escluso il numero 1) all’utilizzo del colpo passante. Alcuni potrebbero dire che il campione svizzero ha giocato male, ma personalmente credo che la differenza l’abbia fatta il ceco con il suo gioco d’attacco, giocando un tennis che si era spento con Edberg, Becker, e in parte lo stesso Stich. L’altro lato della medaglia della complessità è d’altronde l’imprevedibilità: possiamo immaginare con un discreto margine di sicurezza cosa impediamo che accada, ma spesso non possiamo pretendere che tutte le conseguenze siano precisamente quelle che desidereremmo ottenere. Se non alleniamo il passante questo colpo potrebbe tradirci. Era prevedibile? Andare a prendersi il punto a rete rimane comunque una rarità.
manager che si sentono i padroni dello sport in cui lavorano e non per cui lavorano. Laure si rende conto che l’attrezzatura permette di fare la differenza e evidenzia come questo aspetto possa snaturare i valori di una competizione, non perchè la tecnologia sia un male, ma solo e perchè dipende da come e da chi è gestita. La Sharapova si rifiuta di girare uno spot alla vigilia del torneo di Roma e rischia di essere mutata di 700.000 dollari. Sarebbe troppo a ridosso della competizione. Il tempo e le energie sprecate sul set andrebbero a discapito di quelle da dedicare alla gara. Anche lei si rende conto che gli sportivi non sono più considerati come degli atleti, donne e uomini, ma solo come dei simboli, dei marchi, da utilizzare per diffondere e vendere l’immagine di un prodotto. “Queste sono le regole” le ha risposto Andrew Walker, il portavoce della WTA. Al signor Walker vorrei ricordare che la storia ci ha insegnato a cambiarle in meglio le regole, cercando di sfruttare le nostre capacità per fini di perfettibilità, ma forse lui vive ancora al tempo della legge del taglione.
Finiranno per mettere dei motori nei costumi? Chi garantirà che l’attrezzatura usata sia uguale per tutti nello sport, (che sia il nuoto, il tennis, lo sci, il surf, la pelota basca o le piste di palline sulla sabbia), quando serviranno sofisticate prove di laboratorio per sapere se ci sono vantaggi che peraltro possono essere individualizzati, cioè studiati in laboratorio per un singolo atleta? Perché una casa costruttrice dovrebbe spendere risorse per ottimizzare l’attrezzatura a tutti gli atleti, quando è solo uno che farà il record? Ottimizzarla al singolo, magari uno tra i più bravi, significa avere più probabilità di fare record, in modo che questo singolo possa competere al meglio in più circostanze e avere maggiori ritorni pubblicitari dai suoi successi? Se al migliore diamo il meglio dominerà? Se lo sport vi piace così…

Rafael Nadal si aggiudica per la quarta volta consecutiva il torneo di Montecarlo. Non è una sorpresa considerata la quantità di moto che possiede, specialmente sulla terra. L’unico tennista che era riuscito in tale impresa è stato Tony Wilding dal 1911 al 1914.

Finiscono le avventure degli Italiani al torneo Monte Carlo, infatti sono stati tutti eliminati. Volandri si ferma difronte all’ostacolo Murray contro il quale a meno di non essere in una giornata di eccezionale forma credo ci sia poco da fare. Potito Starace è stato sconfitto da Lapentti dopo una battaglia di tre set e due tie break, mentre Seppi a ceduto a Calleri 64 63. Bolelli, invece, dopo un primo set ceduto 62 al numero 4 del mondo Davydenko è riuscito a trovare un buon ritmo di gioco costringendo il russo al tie break nel secondo. Ma Nicolay, nonostante l’Italiano riuscisse a spingere molto bene con il diritto, appena aveva un frazione di secondo in più di tempo, riusciva a ribaltare l’inerzia dello scambio arrivando come un gatto sulla pallina. Un guizzo felino e un rovescio bimane in allungo, di polso (i) gli hanno permesso di pizzicare una riga su un passante che Bolelli non ha potuto far altro che osservare. Comunque il livello di gioco di Bolelli è ottimo nei picchi di massimo rendimento (al livello dei primi dieci) se con il lavoro riuscirà a trovare una costanza di rendimento da distribuire su tutto l’arco della gara i suoi obiettivi diverranno raggiungibili. Il numero uno Federer, per quello che ho potuto vedere, mi è sembrato fuori forma fisica. E’ riuscito con un guizzo di talento e orgoglio e un grande aiuto di Ramirez Idalgo a tirare fuori le ultime energie che gli hanno permesso di vincere la partita. Forse la mononucleosi ha lasciato più segni di quelli che si potesse immaginare. Staremo a vedere.
Luccicanza, riflettenza che beltà! Queste sembrano essere le parole d’ordine per i nuovi monitor dei portatili. Ci stavo per cascare sono anch’io come un’ allodola con il suo specchietto. “Che colori vivi”! “Che splendida definizione”! Più lucido della realtà, più brillante di un mattino di sole, peccato che i nuovi portatili con schermo glossy (lucidi) siano praticamente inservibili se si usano per lavoro per più di qualche ora (minuto nel mio caso), affaticanti della vista a tal punto da creare difficoltà di concentrazione. Con lo sfondo nero sono talmente riflettenti che posso radermi tranquillamente davanti al pc. Se c’è un’altra persona che lavora e si guarda lo schermo con una anche lieve inclinazione si vede male e naturalmente peggio rispetto ai vecchi monitor opachi. Da questo punto di vista, quello laterale, sembra di essere tornati ai primi portatili di fine anni novanta. Se ci lavori di sera la retro-illuminazione molto forte aumenta le già naturali difficoltà a prendere sonno che si hanno quando siamo stati davanti a uno schermo. Dopo tutti gli sforzi per togliere i riflessi ecco che le case costruttrici ce li rimettono volutamente. E’ da fare presente a tali geni del marketing, mossi da oscuri interessi al contrario dei loro monitor, che se voglio vedere un bel panorama pieno di luce e riflessi beatificanti vado a fare una passeggiata in campagna o al mare non accendo il portatile, strumento che mi serve per lavoro e non per guardare colline verdi. Ah! La luccicanza dell’allodola allo specchietto. Mi rimane l’alterntiva degli occhiali da sole. Ma a voi non danno fastidio?
E’ morto il 16.04.2008 all’età di 90 anni 






